Progetto GE.CO
Gli ambienti acquatici della Città metropolitana di Torino ospitano un gran numero di specie ittiche autoctone con numerosi endemismi, cioè presenti solo in una ristretta area geografica. Questa ricchezza di biodiversità è purtroppo seriamente minacciata dall’alterazione della morfologia fluviale (dovuta soprattutto ai frequenti interventi in alveo o ai numerosi sbarramenti), dalla riduzione delle portate idriche per finalità agricole o idroelettriche, dall'eccessiva presenza di uccelli ittiofagi, dalla competizione con altre specie ittiche alloctone invasive e dai cambiamenti climatici.
Gli sbarramenti sono appunto una delle principali cause di questa rarefazione, poiché la loro presenza impedisce ai pesci di spostarsi agevolmente da un ambiente ad un altro per la ricerca di cibo o per la ricerca di aree idonee alla riproduzione.
Ad esempio, negli ultimi anni, la Città metropolitana di Torino ha eseguito numerose indagini sullo stato di salute delle popolazioni di salmonidi, spesso avvalendosi anche della biologia molecolare ovvero dell'analisi del DNA, facendo emergere che le popolazioni di trota marmorata e di trota fario mediterranea, nei tratti di corsi d’acqua in cui vi è meno pendenza o dove non sono presenti barriere che possano ostacolarne le migrazioni, possiedono un minor grado di ibridazione con gli esemplari appartenenti alla specie trota fario atlantica alloctona. Questo significa che, laddove possibile, questi animali tentano di riprodursi con esemplari della medesima specie.
Alcune opere costruite dall'uomo, come briglie a valle dei ponti o traverse per captazioni irrigue o idroelettriche, creano forti dislivelli tra i tratti a monte e a valle, interferendo negativamente con gli spostamenti di questi animali.
Proprio per mitigare questo impatto spesso vengono costruite opere, indicate con il termine di “passaggi per pesci”, che, tramite la realizzazione di vasche disposte a circa 20 cm di dislivello l'una dall'altra, permettono ai pesci di spostarsi agevolmente da un punto ad un altro del corso d'acqua.
Scopo del progetto
Tra i vari obiettivi del progetto Interreg ALCOTRA GE.CO vi è quello di mitigare gli impatti indotti dall'uomo nei confronti della salamandra di lanza e della trota fario mediterranea.
In particolare per quanto riguarda la trota si è condotto un censimento ed una valutazione dell'impatto degli sbarramenti presenti nei tratti di corsi d’acqua in cui si conosce la presenza di popolazioni di trota fario mediterranea, al fine di programmare futuri interventi mirati alla loro mitigazione mediante realizzazione di passaggi per pesci o attraverso la loro rimozione, qualora realizzabile.
Materiali e metodi
Il censimento è avvenuto su tre dei corsi d’acqua in cui si conosce la presenza della trota fario mediterranea nel territorio della Città metropolitana di Torino:
• Torrente Ghicciard (dalle origini alla confluenza con il torrente Comba Tournau);
• Torrente Chisone (dalle origini alla confluenza con il torrente Germanasca);
• Fiume Dora Riparia (dalle origini alla confluenza con il torrente Cenischia).
Sull’alto tratto del torrente Vercellina (bacino Stura di Valgrande) il censimento non è avvenuto in quanto la reale autoctonia della trota fario mediterranea è in corso di studio, sempre con risorse del progetto GECO. L'eventuale attività di riqualificazione sarà successiva alla provata autoctonia della specie nel torrente questione.
Nel bacino del torrente Germanasca, invece, il censimento non è avvenuto poiché è noto che la presenza della trota fario mediterranea è riconducibile a introduzioni effettuate in passato per mano dell'uomo.
Il conteggio e la valutazione delle opere è proceduto da monte verso valle, dividendo gli sbarramenti in 3 tipologie:
• B/S = briglia/soglia;
• ODCS = opera di derivazione con passaggio per pesci;
• ODSS = opera di derivazione senza passaggio per pesci.
Per ogni ostacolo è stato dato un valore da 0 a 10 in base al dislivello e alla presenza o meno di trote fario mediterranee:
• 0: nessun intervento necessario (briglia presente ma assenza di dislivello e presenza popolazione di trota fario mediterranea).
• 1: necessario ridotti spostamenti di massi già presenti in loco (presenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello < 0,20 m).
• 2: necessario trasporto di pochi massi in loco (presenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello < 0,20 m).
• 3: necessario trasporto di pochi massi in loco (presenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello compreso tra 0,20-1 m)
• 4: necessario trasporto di molti massi in loco (presenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello compreso tra 0,20-1 m)
• 5: necessario trasporto di molti massi in loco (presenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello compreso tra 1-2 m)
• 6: necessario trasporto di massi in loco (assenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello compreso tra 1-2 m)
• 7: necessario trasporto di massi in loco (presenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello compreso tra 2-3 m)
• 8: necessario trasporto di massi in loco (assenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello compreso tra 2-3 m)
• 9: costi di intervento molto elevati (presenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello > 3 m)
• 10: costi di intervento molto elevati (assenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello > 3 m)
Oltre al valore relativo al dislivello e alla presenza/assenza della trota mediterranea, viene espresso un valore relativo all'impatto che questo dislivello esercita sulla popolazione salmonicola prevedendone tre diversi gradi:
A = scarso
B = medio
C = elevato
Sulla base del valore relativo all’ostacolo individuato viene fornito un ulteriore indice di priorità, così da indirizzare maggiormente le risorse economiche future:
OSTACOLI = PRIORITÀ
0 = 0
1 = 9
2 = 8
3 = 7
4 = 6
5 = 5
6 = 2
7 = 4
8 = 1
9 = 3
10 = 0
L'indice di priorità va letto come massima priorità l'ostacolo 1, in quanto con spese più ridotte è possibile raggiungere risultati maggiori.
In pochi casi si è considerata l'ipotesi di rimozione dell'opera, quasi sempre si è considerato la realizzazione di rampe in pietrame.
Per il tratto del torrente Chisone scorrente in Val Troncea il censimento non è avvenuto in quanto il sito è già interessato da un progetto di riqualificazione fluviale che prevede la demolizione delle briglie presenti e la realizzazione di particolari rampe in pietrame al fine di garantire la continuità fluviale.
Risultati
Il censimento degli sbarramenti associato alla presenza/assenza di trote fario mediterranee è stato visualizzato sulla carta del territorio metropolitano visibile nel presente progetto. Al censimento degli sbarramenti sono stati aggiunti i risultati di qualità ambientale forniti gentilmente da ARPA Piemonte e i risultati dei monitoraggi ittici condotti dall’Unità scrivente per meglio individuare le priorità.
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