Arpa Piemonte - Zone Umide del Piemonte
Il dataset rappresenta un primo quadro conoscitivo delle aree umide, ottenuto attraverso la raccolta di dati già esistenti, prodotti in ambiti differenti, con diverse finalità. E` stato realizzato a seguito della DGR n. 64-11892 del 28/7/09 "Censimento della rete di aree umide presenti in Piemonte" che individua la Direzione Agricoltura e la Direzione Ambiente di Regione Piemonte, con la collaborazione di Arpa Piemonte, quali strutture incaricate di coordinare e organizzare l`effettuazione di un censimento delle zone umide. La raccolta dei dati armonizza e struttura informazioni che ricoprono un periodo di tempo molto variabile, a partire dal 1991. La classificazione adottata nel presente lavoro ha la finalità di fornire un inquadramento generale che caratterizzi, a livello regionale, gli ambienti umidi per i quali è stato possibile reperire fonti informative utili. Tale classificazione prevede una macrosuddivisione tra due gruppi di zone umide tipicamente continentali: NATURALI E SEMINATURALI e ARTIFICIALI. Le categorie di zone umide sono rappresentate, per le zone umide naturali e seminaturali, da: SORGENTI, RISORGIVE E FONTANILI, ACQUE CORRENTI, ZONE PERIFLUVIALI(lanche, golene, ecc..), LAGHI, STAGNI E PALUDI, TORBIERE, ACQUITRINI E POZZE, BOSCHI UMIDI e, per quanto riguarda le zone umide artificiali, da: ACQUE CORRENTI ARTIFICIALI, RISAIE, INVASI ARTIFICIALI, LAGHI DI CAVA.
Nel corso del 2024 è iniziata un'attività di aggiornamento e revisione dei dati presenti in BDZU che ha previsto: la raccolta e acquisizione delle nuove informazioni disponibili presso vari Enti (Enti parco, CMTO, Università, ecc. ) coinvolti a vario titolo in questo tema, la fotointerpretazione di immagini satellitari e foto aeree ed alcuni rilievi in campo. L'aggiornamento ad oggi ha coinvolto la categoria "risorgive e fontanili" e "torbiere".
Risorgive e fontanili:
I dati aggiornati al 2024, sono prevalentemente il risultato della revisione mediante fotointerpretazione di quanto precedentemente pubblicato sul territorio regionale, ad eccezione di alcune aree in cui, grazie al contributo di diversi progetti sito specifici, sono stati raccolti elementi di maggior dettaglio che, a valle della validazione, sono confluiti nella BDZU. Tra questi i risultati del progetto WETNET - Coordinated management and networking of Mediterranean wetlands per il basso vercellese e l'attività relativa all'individuazione degli elementi delle Rete Ecologica Regionale. I dati sono inoltre stati implementati con i contributi forniti da Citta Metropolitana di Torino e dall'Associazione d'Irrigazione Ovest Sesia (AIOS) per i territori di competenza.
Torbiere:
I dati aggiornati al 2025, derivano prevalentemente dal contributo degli Enti di Gestione delle Aree Protette citati nella fonte del dato. Nei casi in cui le informazioni lo consentivano, i poligoni sono stati classificati secondo la codifica Natura 2000 relativa agli habitat di torbiera. A questo contributo si aggiunge la collaborazione dell'Università di Torino, Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, che, grazie ad attività di Citizen Science e alla condivisione di dati raccolti nell'ambito di tesi di laurea magistrale e di dottorato, ha fornito nuove segnalazioni non ancora presenti in banca dati. Informazioni aggiuntive sono inoltre pervenute da esperti e professionisti del settore. Tutti gli elementi forniti sono stati validati mediante fotointerpretazione di immagini satellitari e fotografie aeree e successivamente integrati nella BDZU.
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Ogni iniziativa di divulgazione delle informazioni contenute nel dataset o da esso derivate (cartogrammi, relazioni, servizi informativi), dovrà sempre citare la fonte del dato originale (autori, proprietario). Per eventuali aggregazioni o rielaborazioni dei dati forniti finalizzate alla realizzazione di prodotti diversi dall'originale, pur permanendo l'obbligo di citazione della fonte, si declina ogni responsabilità.
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La prima fase del censimento ha comportato una ricognizione generale delle informazioni disponibili utili ai fini del progetto, sia a livello regionale sia a livello locale, attraverso una capillare attività di ricerca presso i singoli Enti. Sono state reperite circa 60 basi dati. In ambito regionale sono state analizzate e valutate numerose fonti informative derivanti sia da banche dati regionali che dai Piani di Gestione dei siti Natura 2000. Sono inoltre state reperite banche dati legate a progetti specifici promossi da altri Enti, come ad esempio il Censimento delle aree umide della Provincia di Torino promosso dalla Provincia di Torino e Guardie Ecologiche Volontarie e il Progetto Interreg IIIA ALCOTRA AQUA. Nella selezione dei contributi, si è data precedenza alle ricerche e agli studi che presentano cartografie allegate o informazioni sufficienti a definire la georeferenziazione degli ambiti analizzati. In generale, le basi dati geografiche considerate sono risultate eterogenee sia in termini di cartografia di base, sia per le scale di acquisizione che si presentano comprese tra le scale 1:25.000 e 1:2.000. Completata la fase di ricognizione, di raccolta e prima selezione delle fonti informative è stata avviata una rilevante fase di analisi ed interpretazione delle informazioni originarie, finalizzata a valutare e definire quali elementi utilizzare e quali criteri di classificazione adottare nell'ottica del censimento delle zone umide regionali. La varietà e diversificazione delle fonti informative raccolte e le peculiarità intrinseche delle singole basi dati analizzate, hanno richiesto la definizione e l'applicazione di una metodologia di classificazione omogenea, in grado di garantire la confrontabilità dei dati su scala regionale. Trattandosi di un processo di mosaicatura e integrazione di fonti informative diverse non sono mancati i casi in cui è stato necessario armonizzare informazioni a volte ripetute, a volte discordanti tra loro. E' emersa sin da subito la necessità di analizzare e interpretare i casi di zone umide per i quali esistevano più informazioni che si sovrapponevano dal punto di vista territoriale. L'attività ha richiesto un'attenta analisi interpretativa a livello di classificazione ed una indagine geografica dettagliata a livello di localizzazione territoriale. Si sono verificati diversi casi in cui zone umide descritte in progetti distinti fossero poi classificate in maniera diversa sebbene indicassero uno stesso elemento territoriale. E' il caso, ad esempio, di oggetti classificati come laghi in un archivio e come invasi o dighe in altri. In tali casi si è proceduto per lo più a considerare tra le ubicazioni la georeferenziazione ritenuta migliore, sulla base della scala di acquisizione, della data di aggiornamento e dei criteri metodologici dello studio originario. Per alcuni elementi è stato necessario verificare attraverso la fotointerpretazione di ortoimmagini la classificazione corretta. Per alcuni limitati casi, il progetto di Censimento delle zone umide piemontesi ha anche contribuito ad integrare o aggiornare i dati esistenti. Sono stati avviati alcuni approfondimenti attraverso la fotointerpretazione di ortoimmagini Blom - C.G.R. Terraitaly 2007 per aggiornare le aree di alcuni specchi d'acqua riportati sulla base topografica della CTR 1991 e i laghi di cava individuati dalla banca dati regionale delle attività estrattive. Attraverso l'analisi fotointerpretativa è stato anche possibile individuare la presenza di zone umide all'interno e lungo alcune aree limitrofe dei Siti di Importanza Comunitaria e delle Zone di Protezione Speciale, per i quali non esistono piani di gestione. Si tratta, in questo caso, di un dato ancora da validare, in quanto le aree così individuate non sono state oggetto di ulteriore verifica in campo. Il censimento ha portato alla costituzione della prima versione della Banca dati delle Zone Umide composta da 3 livelli informativi geografici, distinti per tipologia di rappresentazione topologica (linea, punto, area), ma omogenei per criteri di codifica e classificazione.
La prima revisione del presente censimento è avvenuta nel 2024 con l¿aggiornamento dell¿elemento puntuale classificato come "Risorgive e fontanili¿ per il quale è presente sia il dato storico che quello aggiornato. I dati derivano principalmente dalla revisione, tramite fotointerpretazione, delle informazioni precedentemente pubblicate a livello regionale. Per alcune aree, grazie al contributo di progetti specifici, sono stati raccolti dati di maggiore dettaglio che, dopo opportuna validazione, sono stati integrati nella BDZU. Tra questi, si segnalano gli esiti del progetto WETNET ¿ Coordinated management and networking of Mediterranean wetlands per il Basso Vercellese e le attività legate all¿individuazione degli elementi della Rete Ecologica Regionale.
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