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pubblica Amministrazione
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Il dato, areale, suddivide il territorio piemontese in 76 Ambiti di paesaggio, che costituiscono complessi integrati di paesaggi locali differenti in ragione delle loro caratteristiche paesaggistiche; sono distinti in cartografia con linee di delimitazione non necessariamente riferite ai confini amministrativi, con l'esclusiva funzione di indicare i territori nei quali si riscontrano gli elementi caratterizzanti ciascun ambito. Le delimitazioni degli Ambiti di paesaggio derivano dall'inquadramento strutturale del Piemonte, da cui emergono brani di territorio che, agli effetti delle relazioni paesaggistiche, sono strutturati unitariamente, in dipendenza da una matrice geomorfologica, come accade in montagna, o da una dominante strutturazione storica dell'insediamento rurale (come si registra in collina e in parte della pianura) o urbano (come si verifica lungo la fascia pedemontana e pedecollinare)
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Il dato, costituito da geometrie areali, individua le aree non montane a diffusa presenza di siepi e filari tramite un confronto tra la Land Cover Ipla 2003 e il dato riguardante le formazioni lineari di campo
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Dati geografici relativi alle Carte di Attitudine dei suoli alle produzioni tartufigene. Nel 2025 le Carte di attitudine sono state aggiornate sulla base dei dati esistenti (Carta dei suoli 1:50.000) e con una revisione metodologica che prevede l’attribuzione di due livelli di classazione per ogni unità cartografica: la "classe" attribuita in base alle caratteristiche della tipologia di suolo dominante e la "sottoclasse", che viene invece attribuita in base all'attitudine valutata sulla/e tipologia/e di suolo secondaria/e che compongono la stessa unità cartografica. Le attitudini dei suoli sono definite per ciascuna Unità di Terre (identificati a livello di Sottogruppo della Soil Taxonomy) e sulla base delle caratteristiche medie, riferite alle medesime Unità. L'attitudine è definita sulla base della valutazione congiunta delle esigenze pedo-ecologiche per lo sviluppo della singola specie di tartufo, delle caratteristiche chimico-fisiche ed intrinseche dei suoli prevalenti per ciascuna Unità di Terre (identificati a livello di Sottogruppo della Soil Taxonomy) e sulla base delle caratteristiche morfologiche e stazionali medie, riferite alle medesime Unità. La propensione delle terre alla produzione è definita per le tre diverse specie di tartufo: Tartufo bianco (Tuber magnatum Picco), Tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vittad.) e Tartufo nero estivo o scorzone (Tuber aestivum Vittad.). Le aree non coperte dai dati geografici devono intendersi come non indagate e quindi non definite in termini di attitudine. Il servizio di esposizione dati con protocollo WMS è organizzato in livelli denominati: - Tartufo bianco: tartufoTB - Tartufo nero estivo o scorzone: tartufoS - Tartufo nero pregiato: tartufoTN Fino alla scala 1:250.000 la tematizzazione è impostata sulla base della classe di attitudine e successivamente è impostata sulla base della classe e della sottoclasse di attitudine.
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Il dato, areale, riporta la prima e la seconda classe di capacità d’uso del suolo (derivanti dall'indagine condotta da Ipla - Regione Piemonte in scala 1:50.000), escluse le grandi aree edificate e le zone coperte dalle morfologie insediative urbane consolidate, dai tessuti urbani esterni ai centri, dai tessuti discontinui suburbani, dagli insediamenti specialistici organizzati, dalle aree di dispersione insediativa, dalle "insule" specializzate e dai complessi infrastrutturali.
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Carta dei Suoli della Regione Piemonte 1:50.000. Riporta le geometrie delle Unità Cartografiche, definite secondo criteri di pedogenesi e proprietà funzionali del suolo, descrivendole in funzione della geografia e distribuzione relativa delle differenti Unità Tipologiche di Suolo che la caratterizzano. Le carte derivate individuano singole caratteristiche dei suoli o analizzano le informazioni pedologiche in rapporto ad altri livelli informativi, rendendo cartograficamente identificabili limitazioni e attitudini dei suoli oppure specifiche criticità ambientali. Tra queste la carta della capacità d’uso dei suoli, differenziando le terre a seconda dei loro usi possibili, è certamente lo strumento più conosciuto e utilizzato nella pianificazione territoriale, agraria, ambientale e urbanistica. I temi rappresentati dalle carte derivate sono: Carta dei suoli Carta della capacità d'uso dei suoli Carta della capacità protettiva dei suoli nei confronti delle acque sotterranee Carta della tessitura del topsoil e del subsoil Carta della reazione del topsoil e del subsoil Carta della pietrosità del topsoil e del subsoil Carta del calcare del topsoil e del subsoil Carta del drenaggio Avvertenza: la cartografia disponibile è prodotta a scala di semidettaglio (1:50.000). La sua utilizzazione deve essere effettuata tenendo conto del limite informativo geografico che ne deriva: l'approssimazione è quindi relativa alla scala di studio ed eventuali ingrandimenti possono generare errori interpretativi.
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Le informazioni contenute nel tema della soggiacenza della falda superficiale sono riferibili alla convenzione-quadro di cui alla D.G.P. n. 21-75961-94 del 10/6/1994 tra la Provincia di Torino e l'Università degli Studi di Torino per attività; di collaborazione e di consulenza scientifica a supporto dell'attività; istituzionale del Settore Ecologia e Ambiente. La ricerca è stata affidata al Dipartimento di Scienze della Terra per la "individuazione di aree potenzialmente idonee alla realizzazione di impianti di smaltimento rifiuti". Risultato dell'attività di ricerca: definizione, per il settore pianeggiante della Provincia di Torino, degli aspetti inerenti la soggiacenza della falda idrica superficiale: le carte sono state redatte alla scala 1:50.000. Si riportano alcune informazioni che si ritiene possano essere utili per una corretta lettura e utilizzo dei dati numerici. 1) CARTA DELLA SOGGIACENZA La ricostruzione dell'andamento della soggiacenza è stato effettuato utilizzando: a) misure di terreno (130 pozzi circa) effettuate nella primavera-estate del 1996; b) dati pregressi ricavati dall'archivio del Dipartimento di Scienze della Terra relativi agli ultimi 10 anni. Relativamente al punto b) è da sottolineare il fatto che per la valutazione della soggiacenza minima, laddove non si disponeva di una serie di controlli prolungati nel tempo, si è fatto riferimento ai valori minimi puntuali disponibili, anche se riferiti a misure fatte in anni diversi e, a parità di anno considerato, anche stagionalmente sfasate tra una zona e l'altra". c) dati di alcuni piezometri di monitoraggio di impianti di smaltimento dei rifiuti presenti nel settore di pianura della Provincia di Torino (23 punti circa) allo scopo di ricavare informazioni sulla fluttuazione della falda. Le carte relative alla soggiacenza, piezometria e vulnerabilità; sono state consegnate su supporto lucido in scala 1:50.000. I lucidi sono stati scannerizzati e sottoposti al processo di georeferenziazione alla scopo di ricavare delle coperture di linee (carta della piezometria) o di poligoni (carte della soggiacenza e vulnerabilità.
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Dato derivato dal livello regionale di BDTRE - Elemento ferroviario, tramite selezione e decodifica di alcuni attributi
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Dati geografici relativi alle Carte di Attitudine alle produzioni tartufigene. Si definiscono sulla base della valutazione congiunta delle esigenze pedo-ecologiche per lo sviluppo della singola specie di tartufo, delle caratteristiche chimico-fisiche ed intrinseche dei suoli prevalenti per ciascuna Unità di Terre (identificati a livello di Sottogruppo della Soil Taxonomy) e sulla base delle caratteristiche morfologiche e stazionali medie, riferite alle medesime Unità. La propensione delle terre alla produzione è definita per le tre diverse specie di tartufo: Tartufo bianco (Tuber magnatum Pico), Tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vittad.) e Tartufo nero estivo o scorzone (Tuber aestivum Vittad.). Il dato è derivato dalla carta dei suoli 1:50.000 della Regione Piemonte e l'attitudine è attribuita per ciascuna specie secondo le classi: alta, media, bassa e nulla. Le aree non coperte dai dati geografici devono intendersi come non indagate e quindi non definite in termini di attitudine. Dati geografici relativi alle Carte di Attitudine alle produzioni tartufigene delle valli Grana, Stura, Gesso e Vermenagna. Il dato è stato elaborato nell'ambito del progetto AmycoForest, quindi non derivato dalla carta dei suoli 1:50.000 della Regione Piemonte di cui invece costituisce parziale estensione/integrazione. Ove il dato si sovrapponesse a quello derivato dalla carta dei suoli 1:50.000, quest'ultimo è da intendersi come dato rappresentativo. Progetto Interreg III A 2000-2006 ALCOTRA Verchamp - relazione finale 09/02/2007 Fogli CTR: 156; 157; 158; 174; 175; 176; 177; 178; 192, 193; 194; 195; 196; 210; 211; 212; 227; 228. Progetto Interreg ALCOTRA 2007-2013 Amycoforest - relazione finale 31/01/2014 Valli Gesso, Vermenagna, Stura di Demonte, Grana Fogli CTR: 208; 209; 225; 226 Allestimento cartografico anni 2016-2024 Il servizio di esposizione dati con protocollo WMS è organizzato in livelli denominati: - Tartufo bianco: tartufotb - Tartufo bianco (valli Grana, Stura, Gesso, Vermenagna): tartufotb_cn - Tartufo nero estivo o scorzone: tartufosc - Tartufo nero estivo o scorzone (valli Grana, Stura, Gesso, Vermenagna): tartufosc_cn - Tartufo nero pregiato: tartufotn - Tartufo nero pregiato (valli Grana, Stura, Gesso, Vermenagna): tartufotn_cn
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Il dato, che è areale, suddivide il territorio piemontese ed, in particolare, i 76 Ambiti di paesaggio in 535 Unità di paesaggio, perimetrate in base agli aspetti geomofrologici, naturali, insediativi, storico-culturali
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Il dato, areale, perimetra, sulla base dell'aggregazione degli Ambiti di paesaggio del Ppr, i Macroambiti, che suddividono il Piemonte non soltanto in ragione delle caratteristiche geografiche, ma anche alla luce delle componenti percettive che permettono l’individuazione di veri e propri paesaggi dotati di identità propria. Questi Macroambiti comprendono il paesaggio alpino del Piemonte Settentrionale e dell'Ossola, il paesaggio alpino walser, il paesaggio alpino franco-provenzale, il paesaggio alpino occitano, il paesaggio appenninico, il paesaggio collinare, il paesaggio della pianura del seminativo, il paesaggio della pianura risicola, il paesaggio pedemontano e il paesaggio urbanizzato della piana e della collina di Torino, che, unitamente ai dataset paesaggio alpino d'alta quota e paesaggio fluviale e lacuale, formano i 12 Macroambiti totali del Piemonte
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