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  • I dati sono tratti dallo studio idrogeologico promosso dalla ex Provincia di Torino nell'ambito del "Programma di ricerca in tema di manutenzione e ripristino degli alvei dei corsi d'acqua, nonchè in materia di protezione idrogeologica e difesa del suolo". Il dataset rappresenta le criticità idrogeologiche riscontrate lungo l'asta del torrente Pellice riportate nello: - "Studio di sistemazione idrogeologica del torrente Pellice" Ambito di studio: bacino del torrente Pellice Data: giugno 1998 Codice studio idrogeologico: 106 Base cartografica mappe originali: CTR (1:10.000) Scala di acquisizione: CTR (1:10.000) N.B. Successivamente, in seguito all'evento alluvionale del 13-16 ottobre del 2000 e sempre nell'ambito del "Programma di ricerca", è stato effettuato un ulteriore studio idrogeologico di aggiornamento: https://www.geoportale.cittametropolitana.torino.it/geonetwork/cmto/ita/catalog.search#/metadata/cmto:9b63f719-ed4c-41c1-be4a-92543566ef78

  • I dati sono tratti dallo studio idrogeologico promosso dalla ex Provincia di Torino nell'ambito del "Programma di ricerca in tema di manutenzione e ripristino degli alvei dei corsi d'acqua, nonchè in materia di protezione idrogeologica e difesa del suolo". Il dataset rappresenta le criticità idrogeologiche riscontrate lungo l'asta del torrente Chisola riportate nello: - "Studio di sistemazione idrogeologica del torrente Chisola" Ambito di studio: torrente Chisola Data: giugno 1996, febbraio 1997 Codice studio idrogeologico: 104 Base cartografica mappe originali: CTR (1:10.000) Base cartografica di acquisizione: CTR (1:10.000) N.B. Successivamente, in seguito all'evento alluvionale del 13-16 ottobre del 2000 e sempre nell'ambito del "Programma di ricerca", è stato effettuato un ulteriore studio idrogeologico di aggiornamento: https://www.geoportale.cittametropolitana.torino.it/geonetwork/cmto/ita/catalog.search#/metadata/cmto:b150d1e1-c47a-4f5d-a54f-45dfa3222053

  • I dati sono stati tratti dallo studio idrogeologico promosso dalla ex Provincia di Torino nell'ambito del "Programma di ricerca in tema di manutenzione e ripristino degli alvei dei corsi d'acqua, nonchè in materia di protezione idrogeologica e difesa del suolo". Il dataset rappresenta gli elementi di criticità e i danni associati alla piena verificatasi lungo l'asta del torrente Malone in seguito all'evento alluvionale del 13-16/10/2000 e riportati nello studio "Schema di aggiornamento delle proposte di intervento formulate negli studi promossi dalla Provincia di Torino a seguito dell'evento alluvionale del 13-16 ottobre 2000" (5 ottobre 2001) e costituisce un aggiornamento sintetico del precedente studio effettuato sempre sullo stesso bacino (Malone) anch'esso ricompreso nell'ambito del "Programma di ricerca": https://www.geoportale.cittametropolitana.torino.it/geonetwork/cmto/ita/catalog.search#/metadata/cmto:34cbbef9-9a6e-4e8e-a38a-bf8f3de1ee91 In particolar modo in questo aggiornamento vengono verificate le criticità emerse dallo studio precedente.

  • Il dataset rende disponibile i risultati ottenuti nell'ambito del progetto INTERREG ALCOTRA AD-VITAM (Analisi Della Vulnerabilità dei Territori Alpini Mediterranei ai rischi naturali) relativamente all'analisi della suscettibilità al dissesto franoso a scala vasta. Essa è stata effettuata mediante analisi statistica multi-variata di fattori geomorfologici, geologici, climatici ed antropici derivanti da dati geo-cartografici, correlati con l'Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (progetto IFFI). In particolare sono stati derivati ed analizzati i seguenti fattori, il cui ruolo nell'innesco delle frane è stato debitamente valutato: litologia, pendenza, esposizione, quota, accumulazione, uso del suolo, distanza dalla rete stradale e ferroviaria, aggressività climatica. La cartografia prodotta vuole dare indicazioni di quali aree possono essere caratterizzate da suscettività al dissesto franoso più o meno marcata, essendo caratterizzate da fattori con valori statisticamente simili a quelli osservati in aree censite nell'Inventario dei Fenomeni Franosi (IFFI). L'elaborazione è stata effettuata in ambiente GIS GRASS dal gruppo di ricerca del DICCA esperto in Geomatica e Geotecnica, con il supporto di tesisti. Il dataset si compone di tre mappe, relative alle tre province analizzate: Cuneo, Imperia e Torino. Università di Genova, DICCA, Laboratorio di Geodesia, Geomatica e GIS

  • I dati sono stati tratti da uno studio idrogeologico promosso dalla Provincia di Torino nell'ambito del "Programma di ricerca in tema di manutenzione e ripristino degli alvei dei corsi d'acqua, nonchè in materia di protezione idrogeologica e difesa del suolo". Il dataset rappresenta processi ed effetti lineari ed areali associati alla piena verificatasi lungo l'asta del torrente Chiusella in seguito all'evento alluvionale del 13-16/10/2000 e riportati nello studio "Schema di aggiornamento delle proposte di intervento formulate negli studi promossi dalla Provincia di Torino a seguito dell'evento alluvionale del 13-16 ottobre 2000 - Torrente Chiusella" (5/10/2001) e costituisce un aggiornamento sintetico del precedente studio sempre sullo stesso bacino (Chiusella) anch'esso ricompreso nell'ambito del "Programma di ricerca": https://www.geoportale.cittametropolitana.torino.it/geonetwork/cmto/ita/catalog.search#/metadata/cmto:6406f73d-9d88-4e2f-ac81-b9b111977c02

  • I dati sono tratti dagli studi idrogeologici promossi dalla ex Provincia di Torino nell'ambito del "Programma di ricerca in tema di manutenzione e ripristino degli alvei dei corsi d'acqua, nonchè in materia di protezione idrogeologica e difesa del suolo". Il dataset rappresenta le criticità idrogeologiche riscontrate lungo l'asta dei torrenti Chisone e Germanasca riportate nello: - "Studio geomorfologico e idrologico del bacino idrografico e dell'alveo dei torrenti Chisone e Germanasca" Ambito di studio: bacino dei torrenti Chisone e Germanasca Data: settembre 2000 Codice studio idrogeologico: 105 Base cartografica mappe originali: CTP (1:5.000) Base cartografica di acquisizione: CTR (1:10.000) N.B. Successivamente, in seguito all'evento alluvionale del 13-16 ottobre del 2000 e sempre nell'ambito del "Programma di ricerca", è stato effettuato un ulteriore studio idrogeologico di aggiornamento: https://www.geoportale.cittametropolitana.torino.it/geonetwork/cmto/ita/catalog.search#/metadata/cmto:03899525-c01e-40ae-9aad-81439dbc167c

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    Strato informativo in formato vettoriale dell'uso e della copertura del suolo. E' la vettorializzazione dell'originale dataset raster, il quale deriva dall'armonizzazione e dall'integrazione di dati presenti in archivi e cartografie gia' esistenti in Regione Piemonte confluite, a seguito di analisi ed elaborazioni specifiche nella alimentazione dei dati finali. Legenda secondo lo schema a livelli: I-II-III livello: segue la legenda di Corine Land COVER IV livello: schema personalizzato

  • I dati sono stati tratti dallo studio idrogeologico promosso dalla Provincia di Torino nell'ambito del "Programma di ricerca in tema di manutenzione e ripristino degli alvei dei corsi d'acqua, nonchè in materia di protezione idrogeologica e difesa del suolo". Il dataset rappresenta alcuni elementi di criticità associati alla piena verificatasi lungo l'asta del torrente Chisola in seguito all'evento alluvionale del 13-16/10/2000 e riportati nello "Studio di sistemazione idrogeologica del torrente Chisola. Aggiornamento in seguito all'evento alluvionale del 13-16 ottobre 2000" (maggio 2001) e costituisce un aggiornamento sintetico del precedente studio effettuato sempre sullo stesso bacino (Chisola) anch'esso ricompreso nell'ambito del "Programma di ricerca": https://www.geoportale.cittametropolitana.torino.it/geonetwork/cmto/ita/catalog.search#/metadata/cmto:2f0bb8d5-804a-4776-a05e-91986dcdcc12 In particolare questo aggiornamento comprende un'analisi dei processi, effetti e danni verificatisi a seguito dell'evento alluvionale.

  • Lo studio di MS viene sintetizzato nella Carta delle Microzone Omogenee in Prospettiva Sismica (Carta delle MOPS), con la quale vengono individuate e caratterizzate le zone stabili, le zone stabili suscettibili di amplificazione locale e le zone soggette a instabilità, quali frane, rotture della superficie per faglie e liquefazioni dinamiche del terreno.

  • L’osservatorio del dissesto idrogeologico riporta quanto illustrato nel Piano Territoriale Generale Metropolitano (progetto preliminare adottato con DCM 66 del 22.12.2022) dove si ricomprendono i seguenti dissesti: - gravitativi (frane) - misti gravitativo-idraulico (conoidi alluvionali) - idraulici (aree inondate, aree inondabili, dissesti legati alla dinamica torrentizia) - legati alla caduta di masse nevose (valanghe) Per quanto riguarda il RETICOLO IDROGRAFICO PRINCIPALE DI PIANURA E FONDOVALLE sono state considerate le fasce A, B, C e le aree inondabili del PAI, nonché le aree inondabili tipo H (P3), M (P2), L (P3) del PGRA dell’Autorità di bacino del fiume Po, caratterizzate da diversi tempi di ritorno e associate a portate differenti. Per il RETICOLO IDROGRAFICO SECONDARIO DI PIANURA, COLLINARE E MONTANO sono state considerate le aree inondabili tipo H (P3), M (P2), L (P1) del PGRA dell’Autorità di bacino del fiume Po e le aree potenzialmente inondabili a pericolosità molto elevata (Eel se dissesti di tipo lineare – Eea se dissesti di tipo areale) a pericolosità elevata (Ebl se dissesti di tipo lineare – Eba se dissesti di tipo areale) a pericolosità media/moderata (Eml se dissesti di tipo lineare – Ema se dissesti di tipo areale) che derivano sia dai Piani Regolatori dei Comuni che (per i comuni che non sono ancora adeguati al PAI) da una serie di studi idrogeologici provenienti da varie fonti. Per quanto riguarda i CONOIDI sono state individuate 4 categorie: conoidi attivi a pericolosità molto elevata (Cae), conoidi attivi a pericolosità elevata (Cab), conoidi attivi a pericolosità media/moderata (Cam) e conoidi stabilizzati naturalmente (CS). Per quanto riguarda i movimenti gravitativi, le FRANE sono state suddivise in areali e puntuali e sono state classificate in 4 tipologie: frane attive (FA), frane quiescenti (FQ), frane stabilizzate (FS) e frane non classificate. Infine per le VALANGHE sono state distinte le seguenti categorie: valanghe, zone pericolose e valanghe minori. Si riportano inoltre le Aree a Rischio Idrogeologico molto Elevato (RME) del PAI aggiornate con le modifiche apportate dai Piani Regolatori Comunali adeguati al PAI, gli abitati da trasferire (in seguito a Decreti risalenti agli anni 50 e 60) e i comuni classificati a rischio sismico ai sensi della DGR n. 6-887 del 30/12/2019. Le fonti dei dati sono: - il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell’Autorità di Bacino del Fiume Po - il Piano Gestione Rischio Alluvioni (PGRA) dell’Autorità di Bacino del Fiume Po - i Piani Regolatori Comunali (PRGC) adeguati al PAI - una serie di studi idrogeologici redatti da vari Enti tra cui AIPO, Regione Piemonte, ARPA, ex-Provincia di Torino, Comunità Montane) - il SIFraP - Sistema Informativo Frane in Piemonte - il Sistema Informativo Valanghe (S.I.V.A) Per alcuni livelli informativi è presente un campo "classe" che rappresenta il grado di affidabilità del dato ed un campo "fonte_del_dato"; per entrambi la decodifica è riportata nel file decodifica_campi.odt Per ulteriori approfondimenti si rimanda al file "G1_DISPO_tecn_dif_suolo_GEO1_GEO2.pdf" (Disposizioni tecnico normative in materia di difesa del suolo e quadro del dissesto).