2021
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pubblica Amministrazione
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Numero incidenti, numero morti, numero feriti, indice mortalita', indice lesivita' ed indice gravita' aggregati per ambiti territoriali del Piemonte, in base al codice istat del comune assegnato ad ogni incidente. E' un elaborazione della Regione Piemonte su dati ISTAT. Riferimento temporale: anno 2019. Sorgente dati: Smart Data Platform
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Dati geografici relativi ai Piani Forestali Aziendali redatti e approvati ai sensi della L.r. 4/09.
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Le classi di rischio delle Aree di Base (ADB) derivano dalla sovrapposizione della carta del rischio d'incendio sulla carta delle Aree di Base (dove con Aree di Base si intende le unità gestionali per tutti gli aspetti legati alla lotta attiva agli incendi boschivi).
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Geoservizio WMS di esposizione dei dati geografici relativi alle zone altimetriche
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Schede descrittive relative a tutti gli habitat di interesse comunitario presenti sul territorio piemontese elencati nell’Allegato I (A) del Decreto 20 gennaio 1999 del Ministero dell’Ambiente. Le schede seguono, ove possibile, l’Interpretation Manual of European Union Habitats (1996 e 1999), indicato semplicemente come “Manuale Habitat”, redatto dalla Direzione Generale XI della Commissione Europea, adattando ed integrando le descrizioni per renderle il più possibile aderenti al nostro contesto regionale. Viene reso disponibile un servizio WFS (vers 2.0) di tipo Complex Feature. Per utilizzare questo tipo di servizio si consiglia di utilizzare - ad esempio - il plugin QGIS 'WFS 2.0 Client'.
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La valutazione del rischio d'incendio è data dalla matrice di combinazione tra la pericolosità generale e la vulnerabilità generale: la mappa è una raster che definisce il rischio d'incendio boschivo tramite pixel 25x25
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Pericolo statico: intensità potenziale del fronte di fiamma, intesa come intensità lineare (kW/m).
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Lo studio di MS viene sintetizzato nella Carta delle Microzone Omogenee in Prospettiva Sismica (Carta delle MOPS), con la quale vengono individuate e caratterizzate le zone stabili, le zone stabili suscettibili di amplificazione locale e le zone soggette a instabilità, quali frane, rotture della superficie per faglie e liquefazioni dinamiche del terreno.
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La Tavola P2 "Beni paesaggistici" (6 tavole in scala 1:100.000) riporta i beni paesaggistici presenti nel territorio regionale tutelati ai sensi degli articoli 136, 142 e 157 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, raccolti nel Quadro d'Unione in scala 1:250.000. In particolare, i beni di cui all’articolo 136 del Codice sono stati anche rappresentati nel Catalogo dei beni paesaggistici ad una scala in grado di consentire la loro precisa identificazione. Nella Tavola P2 i beni paesaggistici di cui all’articolo 142 sono stati rappresentati sulla base delle attuali conoscenze; in particolare per alcune tipologie di beni, sono stati definiti opportuni criteri di individuazione, condivisi con il Ministero, sulla base dei quali si è provveduto a rappresentare corpi idrici, laghi e zone di interesse archeologico. La rappresentazione dei beni paesaggistici costituisce riferimento per l’applicazione della specifica disciplina dettata dalle Norme di attuazione in applicazione del Codice. Con riferimento ai beni paesaggistici, rappresentati in questa tavola e nel Catalogo, si segnala che i contenuti del Piano paesaggistico regionale potranno essere modificati o integrati a seguito dell’istituzione di nuovi beni o della correzione di eventuali errori materiali. Gli elaborati e i dati saranno aggiornati periodicamente (pertanto questa tavola costituisce la versione aggiornata rispetto a quella approvata), ma si suggerisce comunque di consultare la tabella riepilogativa delle modifiche apportate successivamente all'approvazione, scaricabile dal sito regionale.
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Un modello di combustibile è generato da una serie di input, parametri come carico, densità apparente, dimensione del carburante, il contenuto di calore e l'umidità di estinzione. Un modello di combustibile è dunque un insieme di input del fuelbed (letto di carburante) necessari per prevedere un particolare comportamento del fuoco o degli effetti del fuoco. Sono stati considerati i 13 modelli di combustibile di supeficie di Rothermel, dello studio di Hal E. Anderson (April 1982): "Aids to determining fuel models for estimating fire behavior" e i 40 modelli dello studio di Joe H. Scott e Robert E. Burgan (June 2005): "Standard fire behavior fuel models: a comprehensive set for use with Rothermel's surface fire spread model".
Geoportale Piemonte