2000
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pubblica Amministrazione
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Perimetrazione, derivata dall'Osservatorio urbanistico, dei tessuti storici di classe A, B e C così come indicati all'art. 2.13 delle Norme del Piano Territoriale Provinciale della Provincia di Biella.
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Reticolo stradale in provincia di Biella. Strade suddivise in base al Comune e identificate dal toponimo.
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La Direttiva Nitrati 676/91/CE è il documento dell'Unione Europea che regolamenta l'eccesso di nitrati nelle acque superficiali e sotterranee a causa dell’attività agricola. Si tratta di uno strumento che impone precisi vincoli allo stoccaggio e alla distribuzione dei reflui zootecnici negli allevamenti e stabilisce i periodi durante i quali non è permesso distribuire letame o liquami. Ad esempio, in stagioni come l'inverno, in cui le culture non sono in fase di crescita attiva e le piogge potrebbero più facilmente trasportare i nitrati dal terreno verso i corsi d'acqua e le falde superficiali. I contenuti fondamentali della direttiva sono: - l'individuazione di Zone Vulnerabili da Nitrati di origine agricola (ZVN), nelle quali è introdotto il divieto di spargimento dei reflui degli allevamenti oltre un limite massimo annuo di 170 kg di azoto per ettaro; - la regolamentazione dell’utilizzazione agronomica dei reflui zootecnici, con definizione dei cosiddetti Programmi d’Azione: documenti che stabiliscono le modalità con cui possono essere effettuati gli spandimenti dei reflui. Con la DGR 21-551 del 22/11/2019 viene modificato il regolamento 12/R/2007 designando nuove Zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola con riferimento alle acque sotterranee. Con la DGR 20-946 del 24/01/2020 viene nuovamente modificato il regolamento 12/R/2007 designando nuove Zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola con riferimento al bacino idrografico del torrente Tiglione. Tali deliberazioni sono vincolanti al fine di chiudere positivamente per il Piemonte la Procedura di Infrazione 2018/2249 con la quale l’Italia è stata messa in mora per insufficiente applicazione della direttiva 676/91/CE. Con la DGR 27-7198 del 13/07/2023: "Disposizioni di attuazione del Piano di tutela delle acque (D.C.R. n. 179 - 18293, del 2 novembre 2021). Riesame e conferma delle zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola ai sensi dell'art. 92 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 e dell'art. 16 del Piano di tutela delle Acque", viene recepito l’aggiornamento delle basi dati territoriali, relativamente alla riperimetrazione delle fasce A e B dei fiumi piemontesi con riferimento alla loro designazione come zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola. Viene dunque adottata la perimetrazione delle suddette fasce, vigente nell'anno 2022.
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Il dataset contiene la suddivisione in fogli della cartografia 1:2000 distribuita presenti sul territorio comunale. Le informazioni contengono la url del pdf 1:2000 a colori e in bianco e nero. I pdf sono aggiornati periodicamente.
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Carta d'uso di interesse apistico (ACA 18) su mosaicatura catastale di riferimento regionale 2021 finalizzata all’attuazione del Complemento regionale per lo sviluppo rurale del PSP 2023-2027 (CSR) – Intervento ACA 18 “Impegni per l’apicoltura”
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Numeri civici in provincia di Biella, suddivisi in base al Comune e alla via/località di appartenenza
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Carta della classificazione dei comuni secondo la tipologia areale finalizzata all’attuazione del Complemento regionale per lo sviluppo rurale del PSP 2023-2027 (CSR) del Piemonte. La classificazione delle zone rurali è prevista dall’articolo 50 del regolamento n. 1305/2013 ed è stata già utilizzata per il PSR 2014-2022. Nel 2023 sono stati aggiornati i limiti amministrativi comunali. Le tipologie areali sono le seguenti: A. Aree urbane e periurbane, nelle quali sono inseriti tutti i comuni capoluogo di provincia e gli aggregati comunali non rurali; B. Aree rurali ad agricoltura intensiva, nelle quale sono inseriti gli aggregati comunali rurali classificati di pianura dall'Istat; C1. Aree rurali intermedie, nelle quali sono inseriti gli aggregati comunali rurali classificati di collina dall'Istat; C2. Aree rurali intermedie con vincoli naturali, nelle quali sono inseriti gli aggregati comunali rurali classificati di collina dall'Istat; D. Aree rurali con problemi di sviluppo, nelle quali sono inseriti gli aggregati comunali rurali classificati di montagna dall'Istat. Tale tipologie areali sono utilizzate sia in termini di ammissibilità che di selezione da vari interventi del CSR.
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Varietà di vite, compresi gli incroci, coltivate per la produzione di uva da vino estratti dall’Anagrafe Agricola e rappresentate su mosaicatura catastale di riferimento regionale.
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Carta della classificazione dei fogli catastali montani in relazione allo svantaggio naturale finalizzata all’attuazione del Complemento regionale per lo sviluppo rurale del PSP 2023-2027 (CSR) del Piemonte per l’intervento SRB01 – Sostegno zone con svantaggi naturali (montagna). La metodologia seguita per la designazione delle zone soggette a vincoli naturali in Piemonte fin dal periodo di programmazione 2014-2020 ha utilizzato la combinazione dei fattori altitudine e pendenza dei versanti. I parametri sopra elencati sono stati applicati, mediante operazioni GIS, a unità cartografiche (pixel) di 20 metri di lato. Tali unità sono state successivamente aggregate a livello di foglio di mappa catastale, classificando ciascun foglio, in base alla prevalenza, secondo quattro classi di intensità dei vincoli naturali (svantaggio clivo-altimetrico). Le elaborazioni riguardano esclusivamente le zone di montagna di cui all'articolo 32, paragrafo 1, lettera a) del regolamento (UE) n. 1305/2013. Le classi di svantaggio naturale designate sono: • classe 1 - zone montane con svantaggio clivo-altimetrico basso (quota bassa): rappresentata principalmente dai più ampi fondovalle alluvionali della regione e dal cosiddetto “pedemonte”, costituito dalle superfici di raccordo fra pianura e montagna allo sbocco delle valli alpine • classe 2 - zone montane con svantaggio clivo-altimetrico medio (quota media e/o pendenza moderata): dominante nei territori appenninici e nei maggiori edifici morenici • classe 3 - zone montane con svantaggio clivo-altimetrico medio-alto (quota da media ad elevata e/o pendenza da moderata a media): presente in buona parte delle valli alpine, di cui costituisce i versanti e i crinali più arrotondati nonché nei fondovalle situati alle quote maggiori • classe 4 - zone montane con svantaggio clivo-altimetrico alto (quota da media ad elevata e/o pendenza elevata): dominante negli alti versanti alpini e nella maggior parte dei crinali alpini. Le classi sopra riportate rappresentano un’ulteriore suddivisione delle aree montane e vengono utilizzate per diversificare il livello dei pagamenti.
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Destinazione produttiva delle viti, relativamente a unità vitate con coltivazione di uva per la produzione potenziale di vino a denominazione di origine, rappresentate su mosaicatura catastale di riferimento regionale. Le tipologie di vino sono state raggruppate sulla base dei primi quattro codici della classificazione Mipaaf vino del Ministero delle Politiche Alimentari e Forestali.
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