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  • Il livello è una tematizzazione a livello comunale dell'indice di priorità di intervento calcolata per il piano antincendi boschivi 2021/2025. Classi: 5 Bassa < 0,082 4 Moderatamente bassa 0,082 - 0,107 3 Moderata 0,107 – 0,125 2 Moderatamente alta 0,125 - 0,15 1 Alta > 0,15

  • Carta delle Frane. Il tema espone le diverse tipologie di frana connesse ad instabilità pregressa ed attuale. Le frane riguardanti il substrato vengono distinte tipologicamente in accordo alla classificazione di Varnes (1978). Ad ogni singola tipologia (ad eccezione dei "crolli") sono associate informazioni inerenti la velocita` dei movimenti durante le attivazioni sia per la fase preparatoria, sia per la fase di collasso. Vengono inoltre fornite indicazioni sullo stato di evoluzione dei movimenti distinguendo le frane antiche o recenti caratterizzate da attivazioni piu` o meno ricorrenti negli ultimi 30 anni, da quelle per lo piu` antiche caratterizzate da diffusa quiescenza. I diversi fenomeni sono stati rilevati sistematicamente tramite studio fotointerpretativo associato a rilievi di terreno spesso integrato e vagliato con informazioni storiche di archivio esaminate a partire da documenti del XIX° secolo. Il dataset fa parte della Banca Dati dei Processi Geologici realizzata nella seconda metà degli anni `80 dal Settore Prevenzione del Rischio Geologico, Meteorologico e Sismico della Regione Piemonte (confluito poi nell'Arpa) per rispondere alla crescente richiesta di informazioni logiche e strutturate sul territorio, necessarie per le funzioni di programmazione, coordinamento ed indirizzo delle scelte e degli interventi in ambito territoriale-geologico. Il dato tematico originario è stato realizzato su taglio I.G.M. 1:100.000 strutturando ed integrando i dati gia` raccolti dal CNR-IRPI di Torino nell'ambito della ricerca tesa a valutare la pericolosità connessa ad eventi idrologici nel territorio piemontese.

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    La Tavola P2 "Beni paesaggistici" (6 tavole in scala 1:100.000) riporta i beni paesaggistici presenti nel territorio regionale tutelati ai sensi degli articoli 136, 142 e 157 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, raccolti nel Quadro d'Unione in scala 1:250.000. In particolare, i beni di cui all’articolo 136 del Codice sono stati anche rappresentati nel Catalogo dei beni paesaggistici ad una scala in grado di consentire la loro precisa identificazione. Nella Tavola P2 i beni paesaggistici di cui all’articolo 142 sono stati rappresentati sulla base delle attuali conoscenze; in particolare per alcune tipologie di beni, sono stati definiti opportuni criteri di individuazione, condivisi con il Ministero, sulla base dei quali si è provveduto a rappresentare corpi idrici, laghi e zone di interesse archeologico. La rappresentazione dei beni paesaggistici costituisce riferimento per l’applicazione della specifica disciplina dettata dalle Norme di attuazione in applicazione del Codice. Con riferimento ai beni paesaggistici, rappresentati in questa tavola e nel Catalogo, si segnala che i contenuti del Piano paesaggistico regionale potranno essere modificati o integrati a seguito dell’istituzione di nuovi beni o della correzione di eventuali errori materiali. Gli elaborati e i dati saranno aggiornati periodicamente (pertanto questa tavola costituisce la versione aggiornata rispetto a quella approvata), ma si suggerisce comunque di consultare la tabella riepilogativa delle modifiche apportate successivamente all'approvazione, scaricabile dal sito regionale.

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    Linee ferroviarie principali e secondarie, tratte da cartografia IGM 1:100000 (1952-1966) con aggiornamenti segnalati dalla Regione Piemonte (fino al 1991).

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    Dati risultanti dall'attività di fotointerpretazione del reticolo idrografico all'interno delle fasce fluviali, allo scopo di documentare le variazioni intercorse a livello delle coperture del suolo. L'attività è partita nel 1996 ed è proseguita con l'utilizzo di ortoimmagini di altri anni disponibili al fine di continuare l'indagine sullo stato dei cambiamenti di destinazione dell'uso del suolo dei maggiori corsi d'acqua piemontesi. L'analisi è stata strutturata sul'Uso del Suolo Artificiale (aree residenziali, residenziale produttivo, impianti produttivi, aree agricole e naturali miste a residenziali, cascine, ospedali, cimiteri, discariche, altre infrastrutture, impianti tecnologici, infrastrutture e impianti di trasporto, aree a servizi, stazioni di rifornimento, aree estrattive, campeggi).

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    Il dato, puntuale, è una rielaborazione del dato areale dei ghiacciai-nevai perenni della BDTRE, in cui le superfici derivano dal Nuovo Catasto dei Ghiacciai italiani (a cura di Smiraglia C. & Diolaiuti G., 2015, Ev-2-CNR Ed.)

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    Appartiene al tema "Altro trasporto". Rientrano in questo strato le altre modalità di trasporto oltre quella stradale e ferroviaria. Sono in questa classe definite le vie di trasporto fluviali, lacuali e marittime quando la loro tratta è univocamente determinata e stabile nel tempo e quando il percorso è indicativo della connettività dei grafo dei trasporti. Sono elementi che agli estremi si trovano in corrispondenza di strutture di approdo in aree di competenza portuale. Il dato è fruibile singolarmente tramite utilizzo del servizio WFS relativo allo strato prioritario corrispondente tramite la risorsa on-line indicata sul metadato padre (BDTRE - Base Dati Territoriale di Riferimento degli Enti).

  • La banca dati eventi (BDE) è una base dati che contiene segnalazioni georiferite ciascuna relativa a processi ascrivibili a fenomeni di natura geo-idrologica in Piemonte (frane, processi fluviotorrentizi ecc.) al quale sono associate informazioni sul processo stesso, sugli effetti, sugli eventuali danni ed interventi.

  • Il dataset contiene le informazioni sullo spessore dei litotipi impermeabili nella zona non satura. Sono definiti come “litotipi impermeabili” i materiali fini o cementati caratterizzati da una permeabilità sufficientemente bassa da costituire un significativo impedimento al movimento dell’acqua di infiltrazione attraverso la zona non satura. Per la realizzazione della relativa cartografia sono stati considerati come materiali a bassa permeabilità i seguenti litotipi: -argille, argille limose, argille sabbiose -limi, limi argillosi, limi sabbiosi -arenarie e conglomerati non fessurati -marne In corrispondenza di ogni stratigrafia, lo spessore dei litotipi impermeabili della zona non satura è stato ricavato dalla somma dei livelli delle litologie sopra riportate, elaborandolo secondo un metodo di interpolazione statistica.

  • Carta delle conoidi potenzialmente attive e della frequenza dei fenomeni di trasporto in massa connessi all'attività torrentizia nei tributari minori. Il tema presenta i casi documentati di violenta attività torrentizia (trasporto in massa durante eventi di piena) in tributari minori suddivisi in classi di frequenza (riscontrata negli espisodi che vanno dal 1830 al 1981). Vengono esposte anche le conoidi potenzialmente attive (individuate in base alla caratterizzazione tipologica dei vari bacini ricavata in funzione della maggiore disponibilità in alveo di materiali sciolti, delle caratteristiche morfologiche delle aste torrentizie, della presenza nel bacino di invasi naturali e/o masse glaciali o nivali, della maggiore o minore propensione all'instabilità dei versanti e delle condizioni idrologiche e climatiche dell'area). Il dataset fa parte della Banca Dati dei Processi Geologici realizzata nella seconda metà degli anni `80 dal Settore Prevenzione del Rischio Geologico, Meteorologico e Sismico della Regione Piemonte (confluito poi nell'Arpa) per rispondere alla crescente richiesta di informazioni logiche e strutturate sul territorio, necessarie per le funzioni di programmazione, coordinamento ed indirizzo delle scelte e degli interventi in ambito territoriale-geologico. Il dato tematico originario è stato realizzato su taglio I.G.M. 1:100.000 strutturando ed integrando i dati gia` raccolti dal CNR-IRPI di Torino nell'ambito della ricerca tesa a valutare la pericolosità connessa ad eventi idrologici nel territorio piemontese.