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    Limite dei Gruppi di azione locale (GAL) alla scala 1:10000, definiti nell'ambito del PSR 2007-2013 (dato storico)

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    Il dataset rappresenta le Zone di allertamento dei bollettini - fonte ARPA Piemonte - in caso di evento idrogeologico.

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    Il dataset è relativo agli Incendi Boschivi che hanno interessato il territorio della Regione Piemonte, in particolare: - AREE percorse da incendi boschivi di grandi dimensioni (maggiori o uguali a 10 ha) perimetrate dal Corpo Forestale dello Stato e i relativi punti d'innesco; - PUNTI di INNESCO degli incendi boschivi Intervallo temporale 1997 - 2024 Sono forniti in scarico le aree e i punti e una tabella INCENDI_T_INCENDIO che è possibile mettere in join con entrambi gli shape file forniti.

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    Il dataset rappresenta l'insieme dei Comuni piemontesi dotati di piano comunale di Protezione Civile relativi ai comuni piemontesi disponibili presso il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte. Il Piano comunale di Protezione Civile è un utile strumento di supporto alle decisioni in fase di emergenza, lo strumento di programmazione delle più adeguate politiche di mitigazione del rischio, di sviluppo e gestione del territorio. Il Piano comunale di Protezione Civile si pone l’obiettivo di coniugare due elementi: - l’Analisi dei Rischi che gravano sul territorio comunale, che consente di predisporre il programma di previsione e prevenzione; - le Procedure di Emergenza che consentano di affrontare gli eventi e che sono contenute nel piano di emergenza; L’art. 15 della Legge 24 febbraio 1992 n. 225 che ha individuato il Sindaco quale autorità comunale di protezione civile, prevede la possibilità per ciascun comune di dotarsi di una struttura di protezione civile. I compiti affidati ai Comuni, sono stati ulteriormente integrati dall’art. 108 del Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n. 112, ed individuati nelle seguenti funzioni: a) attuazione in ambito comunale delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi; b) adozione di tutti i provvedimenti necessari ad assicurare i primi soccorsi in caso di eventi calamitosi; c) predisposizione dei piani comunali e/o intercomunali e cura della loro attuazione; d) attivazione dei primi soccorsi alla popolazione e degli interventi urgenti necessari a fronteggiare l’emergenza; e) vigilanza sull’attuazione, da parte delle strutture locali di protezione civile, dei servizi urgenti.

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    Dati geografici relativi alla Carta delle destinazioni funzionali prevalenti e carta delle compartimentazioni, realizzata da IPLA sulla base dei dati raccolti nel corso degli studi per i Piani Forestali Territoriali della Regione Piemonte (convenzionalmente aggiornati all'anno 2000). Rappresenta la carta forestale con attributi gestionali (priorità d'intervento, destinazione d'uso prevalente, assetto evolutivo)

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    Dati geografici dell'edizione 2024 della Carta forestale regionale. La metodologia adottata per l'aggiornamento si basa sull'integrazione della Carta forestale (edizione 2016) con il limite del bosco individuato dalla Carta Forestale d’Italia (CFI 2020) e con lo strato informativo della copertura del suolo “Land Cover Piemonte”. La carta forestale ha un valore ricognitivo: la presenza del bosco deve sempre essere accertata sulla base dei parametri contenuti nell'art. 3 della legge regionale 4/09. È utile sottolineare, infatti, che, a causa delle metodologie adottate per la redazione e l'aggiornamento delle carte, nella valutazione delle superfici rappresentate è sempre significativa la scala di rappresentazione (1:10.000) e, conseguentemente, di visualizzazione. L’attività di evoluzione e aggiornamento della carta proseguirà nei prossimi anni con i dati rilevati nell’ambito di redazione dei PFIT (Piani Forestali d’Indirizzo Territoriale) per ciascuna Area Forestale individuata sul territorio regionale. L'attività di predisposizione del dato è stata finanziata all'interno del PIANO DI SVILUPPO RURALE 2014-22 OPERAZIONE 4.3.4 Infrastrutture per l'accesso e la gestione delle risorse forestali e pastorali AZIONE 2 Infrastrutture informatiche.

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    Il dataset è relativo ai presidi regionali di Protezione Civile di primo livello della Regione Piemonte in cui sono allocati le risorse, materiali e mezzi, di Protezione Civile. Il Settore Protezione Civile e Sistema Antincendi Boschivi (A.I.B.) della Regione Piemonte dispone di una serie di sedi logistico-operative ubicate sul territorio regionale, denominate Presidi regionali di 1° livello ed individuate quali sedi di stoccaggio per i mezzi e materiali facenti parte della Colonna Mobile regionale di Protezione Civile, gestite dal Settore Protezione Civile e Sistema Antincendi Boschivi (A.I.B.) con il supporto operativo/amministrativo del Volontariato di Protezione Civile. I Presidi di 1° livello attualmente attivi sono i seguenti: - Presidio regionale di Druento (TO) - Presidio regionale di S. Michele (AL) - Presidio regionale di Vercelli - Presidio regionale di Fossano (CN) - Presidio regionale di Verbania Ogni sede è caratterizzata prevalentemente da una sezione logistica contraddistinta da locali magazzino più o meno estesi, da autorimesse/locali officina, da aree di manovra esterne, e da una sezione destinata a centro di comando e controllo (locali ufficio/sala operativa) con una configurazione in taluni casi simile funzionalmente ai locali relativi alla sede di C.so Marche in Torino. Le risorse strumentali in stoccaggio presso i Presidi, che compongono i moduli standard della Colonna Mobile regionale, sono ascrivibili principalmente alle seguenti tipologie: 1. Materiali: - materiali per allestimento aree di accoglienza (tende, posti letto, cucine da campo, servizi igienici mobili) - attrezzature per produzione energia ed illuminazione (gruppi elettrogeni, torri faro, palloni illuminanti) - materiali per kit specialistici rischio idraulico (barriere contenimento, attrezzature di pompaggio, insacchettatrici per sabbia) - impianti per trattamento acque (potabilizzatori mobili) - moduli ufficio ed abitativi/sociali 2. Mezzi - autovetture per trasporto persone - autoveicoli fuoristrada leggeri (pick up, cabinati) - autoveicoli fuoristrada pesanti (autocarri 4x4 con gru e cassone) - autoveicoli per lunghe percorrenze (autoarticolati, rimorchi) - mezzi di sollevamento (sollevatori telescopici, carrelli elevatori elettrici e diesel) - macchine movimento terra (pale cingolate, mini escavatori) In alcune delle sedi di Presidio vengono stoccate anche risorse di proprietà dei Coordinamenti di Volontariato, ad integrazione della Colonna Mobile regionale. Una parte dei materiali emergenziali di proprietà della Regione Piemonte è stoccata anche presso la sede del Centro Assistenziale e Pronto Intervento (C.A.P.I.) di Novi Ligure (AL), sede gestita dalla Prefettura /U.T.G. di Alessandria, per quanto riguarda prevalentemente le tende per l’assistenza alla popolazione e gli effetti letterecci.

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    Il dataset è relativo alle Organizzazioni di Volontariato (gruppi comunali e intercomunali) di Protezione Civile della Regione Piemonte. Il dataset è relativo alle seguenti Associazioni di Volontariato di Protezione Civile della Regione Piemonte: 1. Associazione 2. Gruppo Comunale 3. Gruppo Intercomunale 4. Aggregazione di Associazioni 5. Coordinamento Provinciale 6. Coordinamento Regionale Il Volontariato di Protezione Civile è una preziosa componente sia nell'attività di previsione e prevenzione, sia in quella di soccorso. Con la promulgazione del D.Lgs112/98­, ogni Regione ha ricevuto compiti di pianificazione, coordinamento e formazione dei volontari (per tramite dei Centri di Servizio). In seguito la L.R.44/2000 e la successiva L.R. 7/2003, hanno individuato le Province e i Comuni come protagonisti di una serie di responsabilità in questo campo. Nello specifico, le Province, con la creazione dei "coordinamenti provinciali del volontariato", hanno il compito di aggregare le varie realtà locali esistenti (gruppi comunali e associazioni) e di attuare esercitazioni e corsi di formazione che rispondano a precise esigenze sul territorio, mentre i Comuni si occupano di creare piani di Protezione Civile per operare sia nel campo della prevenzione sia in quello del soccorso, anche tramite l'utilizzo dei Gruppi comunali. Ai fini pratici, la Protezione Civile è composta da Gruppi Comunali/Intercomunali, che vengono istituiti con deliberazione del Consiglio Comunale, e da Associazioni organizzate; il ruolo sociale viene riconosciuto attraverso l’istituzione: - del Registro Regionale del Volontariato­, attualmente gestito dalla Provincia - dell’Elenco Nazionale costituito dalla sommatoria degli elenchi territoriali istituiti dalle regioni e dall'elenco centrale istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile nazionale

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    Il dataset rappresenta i Centri Operativi di Protezione Civile presenti sul territorio della Regione Piemonte rappresentati sul territorio a livello puntuale. I Centri Operativi di Protezione Civile vengono attivati sul territorio colpito dall’emergenza per garantire la gestione coordinata degli interventi. I centri devono essere collocati in aree sicure rispetto alle diverse tipologie di rischio, in strutture idonee dal punto di vista strutturale, funzionale e logistico. I Centri Operativi di Protezione Civile sono strutturati in funzioni di supporto - secondo il Metodo Augustus - dove sono rappresentate tutte le amministrazioni, gli enti e i soggetti che concorrono alla gestione dell’emergenza. La catena classica di coordinamento, in un modello puramente teorico, prevede, dal livello locale a quello nazionale l’attivazione dei seguenti Centri gerarchicamente sovraordinati: COC - Centro operativo comunale, COM - Centro operativo misto, CCS - Centro coordinamento soccorsi, SOP - Sale Operative Provinciali, SOR - Sala Operativa Regionale, Dicomac - Direzione comando e controllo. I Centri Operativi di Protezione Civile presenti sul territorio piemontese sono i seguenti: - SOR - Sala Operativa Regionale: ha sede presso la sede della Protezione Civile - Regione Piemonte - c.so Marche 79, Torino. - SOP - Sale Operative Provinciali: hanno sede presso le sedi territoriali provinciali. - CCS - Centro Coordinamento Soccorsi: i CCS sono ubicati presso le Prefetture rappresentano il massimo organo di coordinamento delle attività di Protezione Civile in emergenza a livello provinciale, composto dai responsabili di tutte le strutture operative che operano sul territorio, individuano le strategie e gli interventi per superare l'emergenza. - COM - Centri Operativi Misti: strutture operativa che coordinano i servizi di emergenza a livello provinciale. I Centri Operativi Misti sono aree formate dall'aggregazione di comuni con funzioni di Protezione Civile, strutture operativa che coordinano i servizi di emergenza a livello provinciale. Nel dato puntuale è rappresentato il comune capofila. - COC – Centri Operativi Comunali: attivati dal Sindaco per la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione a livello comunale. Solitamente i COC hanno sede presso il Municipio.

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    Dati geografici relativi ai tratti a rischio di asportazione della vegetazione arborea in occasione di eventi alluvionali, individuati nell'Allegato 3 al Titolo I-"Norme per l'assetto della rete idrografica e dei versanti" delle Norme di attuazione del PAI. https://www.adbpo.it/PAI/7%20-%20Norme%20di%20attuazione/7.1%20-%20Norme%20di%20attuazione/Allegati%20al%20titolo%20I/Allegato_3_al_titolo_1.pdf L'individuazione di tali aree deriva da un'elaborazione geografica frutto dell'intersezione tra la fascia A del PAI e i tratti a rischio di asportazione. Il livello geografico è uno strumento di lavoro derivato da una cartografia ufficiale ma, non essendo approvato da un atto formale, assume carattere ricognitivo.