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    Il dataset rappresenta i Centri Operativi di Protezione Civile presenti sul territorio della Regione Piemonte rappresentati sul territorio a livello puntuale. I Centri Operativi di Protezione Civile vengono attivati sul territorio colpito dall’emergenza per garantire la gestione coordinata degli interventi. I centri devono essere collocati in aree sicure rispetto alle diverse tipologie di rischio, in strutture idonee dal punto di vista strutturale, funzionale e logistico. I Centri Operativi di Protezione Civile sono strutturati in funzioni di supporto - secondo il Metodo Augustus - dove sono rappresentate tutte le amministrazioni, gli enti e i soggetti che concorrono alla gestione dell’emergenza. La catena classica di coordinamento, in un modello puramente teorico, prevede, dal livello locale a quello nazionale l’attivazione dei seguenti Centri gerarchicamente sovraordinati: COC - Centro operativo comunale, COM - Centro operativo misto, CCS - Centro coordinamento soccorsi, SOP - Sale Operative Provinciali, SOR - Sala Operativa Regionale, Dicomac - Direzione comando e controllo. I Centri Operativi di Protezione Civile presenti sul territorio piemontese sono i seguenti: - SOR - Sala Operativa Regionale: ha sede presso la sede della Protezione Civile - Regione Piemonte - c.so Marche 79, Torino. - SOP - Sale Operative Provinciali: hanno sede presso le sedi territoriali provinciali. - CCS - Centro Coordinamento Soccorsi: i CCS sono ubicati presso le Prefetture rappresentano il massimo organo di coordinamento delle attività di Protezione Civile in emergenza a livello provinciale, composto dai responsabili di tutte le strutture operative che operano sul territorio, individuano le strategie e gli interventi per superare l'emergenza. - COM - Centri Operativi Misti: strutture operativa che coordinano i servizi di emergenza a livello provinciale. I Centri Operativi Misti sono aree formate dall'aggregazione di comuni con funzioni di Protezione Civile, strutture operativa che coordinano i servizi di emergenza a livello provinciale. Nel dato puntuale è rappresentato il comune capofila. - COC – Centri Operativi Comunali: attivati dal Sindaco per la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione a livello comunale. Solitamente i COC hanno sede presso il Municipio.

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    Il dataset rappresenta l'insieme dei Comuni piemontesi dotati di piano comunale di Protezione Civile relativi ai comuni piemontesi disponibili presso il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte. Il Piano comunale di Protezione Civile è un utile strumento di supporto alle decisioni in fase di emergenza, lo strumento di programmazione delle più adeguate politiche di mitigazione del rischio, di sviluppo e gestione del territorio. Il Piano comunale di Protezione Civile si pone l’obiettivo di coniugare due elementi: - l’Analisi dei Rischi che gravano sul territorio comunale, che consente di predisporre il programma di previsione e prevenzione; - le Procedure di Emergenza che consentano di affrontare gli eventi e che sono contenute nel piano di emergenza; L’art. 15 della Legge 24 febbraio 1992 n. 225 che ha individuato il Sindaco quale autorità comunale di protezione civile, prevede la possibilità per ciascun comune di dotarsi di una struttura di protezione civile. I compiti affidati ai Comuni, sono stati ulteriormente integrati dall’art. 108 del Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n. 112, ed individuati nelle seguenti funzioni: a) attuazione in ambito comunale delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi; b) adozione di tutti i provvedimenti necessari ad assicurare i primi soccorsi in caso di eventi calamitosi; c) predisposizione dei piani comunali e/o intercomunali e cura della loro attuazione; d) attivazione dei primi soccorsi alla popolazione e degli interventi urgenti necessari a fronteggiare l’emergenza; e) vigilanza sull’attuazione, da parte delle strutture locali di protezione civile, dei servizi urgenti.

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    Il dataset rappresenta le webcam autostrade disponibili sul territorio di Regione Piemonte. Fonte dati - https://www.autostrade.it/en/webcam

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    Dati geografici relativi all'edizione 2016 del limite del Vincolo Idrogeologico alla scala 1:10.000. Si ricorda che i dati hanno unicamente la finalità di diffondere e rendere più agevole la consultazione delle aree sottoposte a vincolo idrogeologico e non sostituiscono in nessun modo i documenti cartografici e testuali originali previsti dal R.D.L. 3267/23.

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    Il dataset è relativo agli Incendi Boschivi che hanno interessato il territorio della Regione Piemonte, in particolare: - AREE percorse da incendi boschivi di grandi dimensioni (maggiori o uguali a 10 ha) perimetrate dal Corpo Forestale dello Stato e i relativi punti d'innesco; - PUNTI di INNESCO degli incendi boschivi Intervallo temporale 1997 - 2024 Sono forniti in scarico le aree e i punti e una tabella INCENDI_T_INCENDIO che è possibile mettere in join con entrambi gli shape file forniti.

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    Il dataset rappresenta le sedi dei Presidi idraulici ed idrogeologici presenti sul territorio della Regione Piemonte, nello specifico: - Sedi Presidi (istituiti e non istituiti): luoghi di coordinamento del presidio (punti) - Punti di criticità potenziale: punti di monitoraggio relativi ai presidi di I° livello (punti). - Punti conoscitivi del dissesto: punti di monitoraggio relativi ai presidi II° livello (punti). - Aree di pertinenza dei Presidi (istituiti e non istituiti): ambiti di competenza della sede di presidio (aree). Il presidio vigila e controlla i punti o le aree considerate critiche sotto il profilo idraulico o idrogeologico ed è costituito da: - una sede operativa individuata su proposta della Provincia; - una o più sedi logistiche individuate presso i comuni compresi nell’ambito territoriale del presidio; - un gruppo tecnico individuato dalla Provincia e costituito da personale della Provincia e se necessario degli Enti locali; - una o più squadre operative istituite dalla Provincia e costituite dal volontariato di protezione civile e se necessario dal personale degli Enti locali. I presidi sono attivati dalle Province qualora sia emesso dal CFR il bollettino di allerta meteo-idrologica di cui al disciplinare regionale approvato con Delibera di Giunta del 30 luglio 2007 n 46-6578. L’attivazione, per casi eccezionali, può essere richiesta anche dai Comuni, dalla Regione e dagli uffici territoriali di Governo. I presidi devono essere dotati di : - attrezzature informatiche, - attrezzature di campagna e per rilievi esterni, - attrezzatura cartografica (in rapporto con il centro cartografico regionale), - attrezzature per la sicurezza, - attrezzature da trasporto – mezzi, - attrezzature speciali, - attrezzature di comunicazione e rilevamento. I presidi idraulici e idrogeologici di Protezione Civile, di competenza regionale, sono istituiti al fine di: - consentire attività locale di coordinamento, comando e controllo dell’ambito territoriale di riferimento; - garantire un’adeguata informazione e sorveglianza di ambiti territoriali con particolare attenzione dei tratti e dei punti fluviali considerati potenzialmente pericolosi, - segnalare le criticità durante gli eventi al fine di favorire il pronto intervento, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente; - stoccare le risorse strumentali della Regione, delle Province e dei Comuni e delle componenti di volontariato per l’attività logistica; - supportare le attività delle squadre operative; - contribuire nell’avviare attività preventive dell’ambito territoriale di riferimento; - garantire informazioni per la redazione degli strumenti programmatori e pianificatori. I presidi idraulici ed idrogeologici sono classificati in tre livelli: 1. Presidi di primo livello, considerati strategici per l’assistenza e il pronto intervento logistico istituiti dalla Regione; 2. Presidi di secondo livello istituiti dalla Regione su proposta delle Province in grado di assicurare tutte le attività richieste; 3. Presidi di terzo livello istituiti dalla Regione su proposta delle Province che si avvalgono di una o più sedi logistiche comunali o del volontariato.

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    Limite dei Gruppi di azione locale (GAL) alla scala 1:10000, definiti nell'ambito del PSR 2007-2013 (dato storico)

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    Dati geografici relativi alla Carta delle destinazioni funzionali prevalenti e carta delle compartimentazioni, realizzata da IPLA sulla base dei dati raccolti nel corso degli studi per i Piani Forestali Territoriali della Regione Piemonte (convenzionalmente aggiornati all'anno 2000). Rappresenta la carta forestale con attributi gestionali (priorità d'intervento, destinazione d'uso prevalente, assetto evolutivo)

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    Il dataset rappresenta sistemi di videosorveglianza fluviale della Protezione Civile - Regione Piemonte. Il Sistema di Videosorveglianza della Sala Operativa di Protezione Civile della Regione Piemonte, disponibile via web all’indirizzo http://videoidro.dyndns.org/videoidro/, è nato, a partire dal 2005, dalla Collaborazione tra la Direzione Patrimonio Tecnico e il Settore Protezione Civile e Sistema Antincendi Boschivi (A.I.B.) con la finalità di essere utilizzato per il monitoraggio di aree idraulicamente a rischio lungo le aste fluviali più importanti. Il sistema è stato sviluppato a partire dal 2005 con un primo nucleo di cinque video postazioni sperimentali fisse. Successivamente ampliato fino alle attuali di 23 unità fisse e tre unità nomadiche, che garantiscono anche servizi di video streaming per la CMR di Protezione Civile.

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    Dati geografici dell'edizione 2024 della Carta forestale regionale. La metodologia adottata per l'aggiornamento si basa sull'integrazione della Carta forestale (edizione 2016) con il limite del bosco individuato dalla Carta Forestale d’Italia (CFI 2020) e con lo strato informativo della copertura del suolo “Land Cover Piemonte”. La carta forestale ha un valore ricognitivo: la presenza del bosco deve sempre essere accertata sulla base dei parametri contenuti nell'art. 3 della legge regionale 4/09. È utile sottolineare, infatti, che, a causa delle metodologie adottate per la redazione e l'aggiornamento delle carte, nella valutazione delle superfici rappresentate è sempre significativa la scala di rappresentazione (1:10.000) e, conseguentemente, di visualizzazione. L’attività di evoluzione e aggiornamento della carta proseguirà nei prossimi anni con i dati rilevati nell’ambito di redazione dei PFIT (Piani Forestali d’Indirizzo Territoriale) per ciascuna Area Forestale individuata sul territorio regionale. L'attività di predisposizione del dato è stata finanziata all'interno del PIANO DI SVILUPPO RURALE 2014-22 OPERAZIONE 4.3.4 Infrastrutture per l'accesso e la gestione delle risorse forestali e pastorali AZIONE 2 Infrastrutture informatiche.