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Misure di direzione e velocità del vento registrate in tempo reale da un sottoinsieme di stazioni della rete meteoidrografica regionale gestita da Arpa Piemonte e validate automaticamente.I dati sono aggiornati ogni 15 minuti ed i tempi sono espressi nel sistema orario locale.
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Il dataset rappresenta i punti di presa da fontanili. I dati presentati sono una parte di quelli gestiti nel Sistema Informativo delle Risorse Idriche SIRI della Regione Piemonte – Componente delle Derivazioni idriche. L'inserimento e l’aggiornamento dei dati è in carico delle Province piemontesi che ne sono altresì titolari, ciascuna per la parte del territorio di propria competenza. La frequenza di aggiornamento è variabile nelle diverse Province. Per ciascun punto di presa sono rese disponibili le seguenti informazioni: codice assegnato ai sensi della L.R. 22/99 - CODICE_ROC; codice rilievo- C_RILIEVO; stato pratica (autorizzato/concesso, istanza) - S_PRATICA; informazioni relative alla localizzazione, in particolare Provincia e Comune -PROVINCIA, COMUNE; periodo in cui viene effettuato il prelievo – PERIODO; portata massima e media di concessione - Q_MAX, Q_MEDIA; coordinate del punto di presa espressa nel sistema di riferimento UTM WGS84 - UTM_X, UTM_Y.
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Il presente dataset contiene i dati sui controlli effettuati da ARPA Piemonte sugli scarichi da impianti di depurazione delle acque reflue urbane con abitanti equivalenti > 2000. Il controllo effettuato viene collegato alla posizione geografica dello scarico. Per ciascuno scarico - oltre ad informazioni sintetiche sull'impianto di depurazione e sullo scarico - sono resi disponibili i dati relativi al campione analizzato: Numero campione, Data prelievo campione, Numero rapporto di prova, Nome parametro/inquinante analizzato, Unità di misura, Valore misurato, Metodo di analisi utilizzato. Il servizio ad oggi è pubblicato ad accesso riservato per gli utenti della pubblica amministrazione abilitati alla piattaforma Sistema Conoscenze Ambientali.
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Interventi del PNRR sul territorio metropolitano torinese. Riguardano sfide come la transizione energetica, la mobilità sostenibile, l’efficienza energetica e la riqualificazione degli edifici, la tutela del territorio e della sempre più preziosa ricorsa idrica, il potenziamento del sistema scolastico, dagli asili nido all’Università, la coesione territoriale. La Città metropolitana di Torino è un attore fondamentale per l’attuazione del Piano nazionale ripresa e resilienza sul proprio territorio, oltre che nella sua funzione di regolatore di mercato soprattutto nell’attuazione di specifiche misure, a loro volta inquadrabili sia nella tipologia di progetto cosiddetto a titolarità cioè ad attuazione diretta, sia nella tipologia dei progetti a regia. - Il servizio WMS (Web Map Service) associato riproduce la mappa spazialmente georiferita con specifiche tecniche definite dall'OGC (Open Gis Consortium) e può essere visualizzata tramite strumenti software o visualizzatori web, utilizzando l'apposita url. - Il servizio WFS (Web Feature Service) collegato è un servizio standard Open Gis Consortium (OGC) che permette la richiesta e l'importazione da parte di un client delle entità geografiche attraverso il Web.
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L'indagine sulle coperture degli edifici potenzialmente contenenti amianto rientra nel quadro del "Progetto regionale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto" 2010-2014.Il progetto è stato avviato sperimentalmente da Arpa Piemonte nel 2012 ed è entrato nella fase operativa ad inizio 2013 attraverso la collaborazione fra la Struttura Sistema Informativo Geografico Ambientale che cura da diversi anni lo sviluppo di metodologie e modelli di telerilevamento e classificazione di immagini aerofotografiche e satellitari, il Polo regionale Amianto e i Dipartimenti provinciali dell'Agenzia. Il progetto di mappatura è basato su tecniche di telerilevamento e GIS (Sistemi Informativi Geografici) e sull'impiego di una metodologia di indagine speditiva, applicabile su area vasta e basata esclusivamente sull'utilizzo di dati già esistenti ed in particolare dei dati derivanti dalla ripresa aerea fotogrammetrica realizzata dalla Regione Piemonte nel 2009-2010 (ortoimmagini con riprese nelle bande del visibile e dell'infrarosso vicino con risoluzione al suolo di 40 cm). In questa fase, la mappatura è stata effettuata utilizzando una serie di criteri, che hanno consentito di selezionare le aree prioritarie e più significative del territorio: in particolare sono stati presi in considerazione i comuni più densamente abitati mentre sono state escluse le zone a quote superiori ai 1000 m, in quanto scarsamente antropizzate e comunque povere di insediamenti industriali rilevanti.A tale scopo sono stati presi in considerazione i comuni piemontesi con più di 10.000 abitanti, in base ai dati del censimento ISTAT 2011.L'area complessiva di indagine ha incluso anche molti altri comuni minori limitrofi a quelli principali. In questa prima fase sono stati indagati 9.200 kmq per 3.200.000 abitanti pari al 75% della popolazione regionale.La metodologia si è orientata sull'utilizzo di tecniche di analisi e di classificazione automatica di tipo "object oriented" per estrarre dalle ortofoto un livello di 'possibile presenza di cemento amianto' secondo la risposta spettrale degli oggetti territoriali ed in una successiva elaborazione in ambiente GIS per la definizione puntuale degli edificati implicati.Dall'indagine è derivata una banca dati georeferenziata degli edifici (residenziali, industriali, agricoli e di servizi) con coperture potenzialmente contenenti amianto. A partire dal 2014 i dati derivanti dalla fase di telerilevamento sono stati messi a disposizione dei tecnici dei dipartimenti di Arpa per le successive fasi di verifica in campo, attraverso un'applicazione webgis. Nel mese di febbraio 2018 i dati tabellari pubblicati sono stati integrati delle informazioni sulla tipologia dell'edificio e della quantità stimata di amianto.Nel 2019 è stata avviata un¿attività sperimentale finalizzata allo studio e messa a punto di nuove tecniche di analisi di immagine basate su deep learning con reti neurali per il riconoscimento e la classificazione delle coperture in cemento amianto. La sperimentazione è stata condotta al fine di realizzare la mappatura a scala regionale, estendendo lo studio a tutti i territori non inclusi nella prima area di studio prioritaria (circa 15.000 kmq) e di monitorare nel tempo le trasformazioni delle coperture in amianto già oggetto di verifica con sopralluogo all¿interno dell¿area prioritaria.Per l¿addestramento del modello su base multitemporale sono state utilizzate tutte le ortoimmagini disponibili su scala regionale nel periodo di riferimento ed in particolare le riprese del volo regionale ICE del 2010, le riprese AGEA 2015, 2018 e le più recenti immagini disponibili sul territorio regionale del servizio Google Maps (date variabili 2018-2020, "Map data © 2018,2019,2020 Google").Per approfondire, si rimanda all'articolo pubblicato su Geomedia https://mediageo.it/ojs/index.php/GEOmedia/article/view/1832/1675). La mappatura è in costante aggiornamento da parte dei tecnici Arpa: i punti delle coperture (o porzioni di coperture) identificate tramite telerilevamento sono successivamente verificati in campo e classificati con "potenziale presenza di amianto" o come "bonificati", sulla base degli esiti del sopralluogo.La fase di verifica ed integrazione dei risultati attraverso fotointerpretazione tradizionale e, ove possibile, attraverso i rilievi in campo ha consentito di definire un geodatabase finale sufficientemente collaudato. A giugno 2024, per fornire il quadro regionale più esaustivo possibile sulle coperture potenzialmente contenenti amianto, il dataset si è arricchito dei punti individuati da telerilevamento e tecniche di analisi di immagine basate su deep learning con reti neurali, ma ancora da sottoporre a verifica in situ. Per questi punti, si fa presente che si riferiscono allo stato di fatto del 2018 (anche se alcune aree, già disponibili attraverso il sevizio di Google Map al momento dell'analisi, sono aggiornate al 2020) pertanto alcuni punti potrebbero oggi ricadere su casi successivamente bonificati. Si precisa che la mappatura speditiva dei punti da verificare ricopre l'ambito territoriale dei Comuni sino ad oggi non riguardati da verifiche e sopralluoghi. Inoltre si segnala che le informazioni relative alle coperture verificate si riferiscono alla data del sopralluogo condotto dai tecnici di Arpa Piemonte. Il geodatabase concorre anche alla costituzione del quadro nazionale della mappatura amianto cosiddetto "Info Amianto PA" coordinato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MITE), per il quale la Regione Piemonte con il supporto dell'Arpa effettuata una consegna annuale sullo stato della mappatura piemontese. Il presente geoservizio è aggiornato quotidianamente, man mano che le attività di verifica e sopralluogo procedono, mentre il dataset disponibile in download è aggiornato settimanalmente.
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Il dataset rappresenta i punti di presa da trincee drenanti. I dati presentati sono una parte di quelli gestiti nel Sistema Informativo delle Risorse Idriche SIRI della Regione Piemonte – Componente delle Derivazioni idriche. L'inserimento e l’aggiornamento dei dati è in carico delle Province piemontesi che ne sono altresì titolari, ciascuna per la parte del territorio di propria competenza. La frequenza di aggiornamento è variabile nelle diverse Province. Per ciascun punto di presa sono rese disponibili le seguenti informazioni: codice assegnato ai sensi della L.R. 22/99 - CODICE_ROC; codice rilievo- C_RILIEVO; stato pratica (autorizzato/concesso, istanza) - S_PRATICA; informazioni relative alla localizzazione, in particolare Provincia e Comune -PROVINCIA, COMUNE; periodo in cui viene effettuato il prelievo – PERIODO; portata massima e media di concessione - Q_MAX, Q_MEDIA; coordinate del punto di presa espressa nel sistema di riferimento UTM WGS84 - UTM_X, UTM_Y. Per le trincee drenanti ad uso idropotabile la georeferenziazione non è resa disponibile nello scarico dati
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I dati esposti nel servizio sono estratti dal sistema SIVIA (Sistema Informativo VIA). I dati geometrici derivano dalla georeferenziazione dei progetti sottoposti alle Procedure di VIA di competenza Regionale, Provinciale e Statale, secondo quanto previsto dal D.lgs. 152/2006 e dalla LR 40/1998. In relazione alle caratteristiche progettuali, la rappresentazione è stata resa mediante aree (interventi su porzioni territoriali estese), linee (strade, impianti da sci,...) e punti (interventi su porzioni territoriali limitate); il dato viene fornito dalle Autorità competenti dei procedimenti di VIA, ovvero da Regione Piemonte e dalle province piemontesi.
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Ubicazione puntuale degli impianti autorizzati AIA dalla Città metropolitana di Torino.
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Strumento per l’organizzazione completa delle informazioni relative alle dighe e agli invasi con sbarramenti artificiali, di competenza regionale e nazionale, al fine di gestire in maniera integrata sia la componente descrittiva delle informazioni di tipo generale, tecnico e amministrativo, sia la componente geografica relativa alla localizzazione degli impianti.
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Misure del livello idrometrico registrate in tempo reale dalle stazioni e validate automaticamente. I dati sono aggiornati ogni 10 minuti con un ritardo di circa un'ora ed i tempi sono espressi nel sistema locale. Le stazioni della rete sono suddivise in quattro tipologie fondamentali: Stazione Pluviometrica - la dotazione strumentale minima consiste in un pluviometro a cui si associano localmente altri sensori meteorologici; Stazione Meteorologica - le stazioni complete dispongono di pluviometro, termometro, igrometro, misuratore della velocità e direzione del vento e localmente barometro e radiometro; Stazione Nivometrica - In ambiente di alta montagna, le stazioni aggiungono alla normale configurazione meteorologica, i sensori di altezza della neve e temperatura del manto nevoso. I dati nivologici così rilevati integrano quelli raccolti dalla rete nivometrica manuale, fornendo indicazioni relative ad aree non presidiate e di particolare interesse; Stazione Idrometrica - la dotazione strumentale minima consiste in un idrometro ad ultrasuoni a cui si associano localmente un idrometro a pressione e vari sensori meteopluviometrici.
Geoportale Piemonte