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    Il dato rappresenta la perimetrazione delle aree edificate, ottenuta come elaborazione della cartografia IGM in scala 1:100.000 mediante fotointerpretazione e aggiornamento dati da satellite. Le aree derivano dalla classificazione del territorio della Carta fisionomica della vegetazione, con successivi aggiornamenti nella parte piana, mediante interpretazione di foto aeree e immagine da satellite, per accorpamento di zone ritenute prevalentemente edificate (sono escluse le case sparse). Il dato, per sua natura, può contenere all'interno zone non edificate (isole).

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    Il dato, puntuale, individua i comuni all'interno dei quali sono presenti zone gravate da usi civici, rilevati dalla Banca dati regionale. Il simbolo è posto indicativamente sul territorio comunale, senza l'individuazione della precisa collocazione dell'uso civico stesso. Si considerano comuni aventi zone gravate da usi civici: i comuni in cui sussiste un decreto commissariale di accertamento, i comuni in cui sono presenti atti vari senza un decreto vero e proprio, i comuni che hanno una situazione da definire. Gli unici comuni esclusi dal dataset sono i comuni aventi un decreto commissariale di inesistenza

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    Il dato, puntuale, è una rielaborazione del dato areale dei ghiacciai-nevai perenni della BDTRE, in cui le superfici derivano dal Nuovo Catasto dei Ghiacciai italiani (a cura di Smiraglia C. & Diolaiuti G., 2015, Ev-2-CNR Ed.)

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    Perimetrazione delle aree amministrative comunali nella Regione Piemonte, in base alla Carta topografica di Italia I.G.M.I serie 100/L con successivi aggiornamenti secondo le ultime disposizioni amministrative (risalenti a nov. 98).

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    Aree idrogeologicamente separate del sistema acquifero superficiale definite alla scala 1:100.000 - PTA: Art. 16, Allegato 3, Tavola 2 - UTM WGS84

  • Carta delle Frane. Il tema espone le diverse tipologie di frana connesse ad instabilità pregressa ed attuale. Le frane riguardanti il substrato vengono distinte tipologicamente in accordo alla classificazione di Varnes (1978). Ad ogni singola tipologia (ad eccezione dei "crolli") sono associate informazioni inerenti la velocita` dei movimenti durante le attivazioni sia per la fase preparatoria, sia per la fase di collasso. Vengono inoltre fornite indicazioni sullo stato di evoluzione dei movimenti distinguendo le frane antiche o recenti caratterizzate da attivazioni piu` o meno ricorrenti negli ultimi 30 anni, da quelle per lo piu` antiche caratterizzate da diffusa quiescenza. I diversi fenomeni sono stati rilevati sistematicamente tramite studio fotointerpretativo associato a rilievi di terreno spesso integrato e vagliato con informazioni storiche di archivio esaminate a partire da documenti del XIX° secolo. Il dataset fa parte della Banca Dati dei Processi Geologici realizzata nella seconda metà degli anni `80 dal Settore Prevenzione del Rischio Geologico, Meteorologico e Sismico della Regione Piemonte (confluito poi nell'Arpa) per rispondere alla crescente richiesta di informazioni logiche e strutturate sul territorio, necessarie per le funzioni di programmazione, coordinamento ed indirizzo delle scelte e degli interventi in ambito territoriale-geologico. Il dato tematico originario è stato realizzato su taglio I.G.M. 1:100.000 strutturando ed integrando i dati gia` raccolti dal CNR-IRPI di Torino nell'ambito della ricerca tesa a valutare la pericolosità connessa ad eventi idrologici nel territorio piemontese.

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    Appartiene al tema "Altro trasporto". Rientrano in questo strato le altre modalità di trasporto oltre quella stradale e ferroviaria. Sono in questa classe definite le vie di trasporto fluviali, lacuali e marittime quando la loro tratta è univocamente determinata e stabile nel tempo e quando il percorso è indicativo della connettività dei grafo dei trasporti. Sono elementi che agli estremi si trovano in corrispondenza di strutture di approdo in aree di competenza portuale. Il dato è fruibile singolarmente tramite utilizzo del servizio WFS relativo allo strato prioritario corrispondente tramite la risorsa on-line indicata sul metadato padre (BDTRE - Base Dati Territoriale di Riferimento degli Enti).

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    Laghi naturali e artificiali acquisiti dalla cartografia IGM 1:100.000 (edizioni 1952-1966).

  • Il dataset contiene le informazioni sullo spessore dei litotipi impermeabili nella zona non satura. Sono definiti come “litotipi impermeabili” i materiali fini o cementati caratterizzati da una permeabilità sufficientemente bassa da costituire un significativo impedimento al movimento dell’acqua di infiltrazione attraverso la zona non satura. Per la realizzazione della relativa cartografia sono stati considerati come materiali a bassa permeabilità i seguenti litotipi: -argille, argille limose, argille sabbiose -limi, limi argillosi, limi sabbiosi -arenarie e conglomerati non fessurati -marne In corrispondenza di ogni stratigrafia, lo spessore dei litotipi impermeabili della zona non satura è stato ricavato dalla somma dei livelli delle litologie sopra riportate, elaborandolo secondo un metodo di interpolazione statistica.

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    Archi corrispondenti alle mezzerie delle strade provinciali, tratte da cartografia IGM 1:100000 (1952-1966) con aggiornamenti (fino al 1991) indicati dalle Province.