2025
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pubblica Amministrazione
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Dati geografici relativi ai tratti a rischio di asportazione della vegetazione arborea in occasione di eventi alluvionali, individuati nell'Allegato 3 al Titolo I-"Norme per l'assetto della rete idrografica e dei versanti" delle Norme di attuazione del PAI. https://www.adbpo.it/PAI/7%20-%20Norme%20di%20attuazione/7.1%20-%20Norme%20di%20attuazione/Allegati%20al%20titolo%20I/Allegato_3_al_titolo_1.pdf L'individuazione di tali aree deriva da un'elaborazione geografica frutto dell'intersezione tra la fascia A del PAI e i tratti a rischio di asportazione basata sull'ultima edizione del dato "Fasce fluviali e aree inondabili vigenti". Il livello geografico è uno strumento di lavoro derivato da una cartografia ufficiale ma, non essendo approvato da un atto formale, assume carattere ricognitivo.
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Beni confiscati alla criminalità organizzata in Piemonte. Amministrazione e destinazione. I dati pubblicati sono aggiornati al 17/09/2025.
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Servizio di visualizzazione dei dati dell'uso del suolo prevalente su mosaicatura catastale di riferimento regionale
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Rilocalizzazione preventiva di immobili ad uso abitativo in aree a rischio idraulico e idrogeologico
La Rilocalizzazione degli insediamenti è un obiettivo del Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PA), una misura di prevenzione prevista dal Piano Gestione rischio alluvioni (PGRA) finalizzata alla delocalizzazione e successiva demolizione degli elementi vulnerabili presenti nella aree a rischio idraulico e idrogeologico e costituisce altresì una misura integrata di mitigazione del rischio in quanto volta a garantire contestualmente la riduzione del rischio idrogeologico e il recupero e la tutela degli ecosistemi e della biodiversità.
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Nell’ambito della Zona Logistica Semplificata (ZLS) del Porto e Retroporto di Genova, istituita con D.L. 28 settembre 2018, n. 109, il dataset rappresenta le aree ricadenti nei sette Comuni piemontesi di Rivalta Scrivia, Arquata Scrivia, Novi Ligure, Alessandria, Castellazzo Bomida, Ovada e Belforte Monferrato. Il dataset è composto dalle particelle catastali esistenti al 30 aprile 2025 ricadenti entro l'area individuata dalla DGR n. 15-8749 del 10 Giugno 2024.
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Immagini in formato raster della Base Cartografica di Riferimento in scala 1:10.000 (Ed. 2025), cioè l'allestimento cartografico derivato dalla BDTRE (Banca Dati Territoriale di Riferimento degli Enti). Le immagini sono state prodotte secondo i tagli delle sezioni 1:10.000.
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Uso del suolo prevalente secondo la classificazione del Censimento agricoltura rappresentato sul mosaico regionale delle particelle catastali (Progetto Mosaicatura Catastale) derivato dal trattamento delle informazioni catastali disponibili sul Sistema di Interscambio (Progetto SigmaTer) e inquadrato nel sistema di riferimento WGS84/UTM32N. Sono inoltre consultabili i dati relativi alle particelle biologiche. Non sono disponibili dati dei comuni di Belgirate e Mezzana Mortigliengo perchè in Anagrafe Agricola non risultano particelle dichiarate appartenenti a tali comuni.
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Dati geografici relativi alle Carte di Potenzialità territoriale alle produzioni tartufigene. La valutazione si basa su un modello "expert-based" che integra due livelli informativi: caratteristiche dei suoli e soprassuolo. Le potenzialità territoriali alla produzione di tartufi sono definite sulla base di un confronto tra le Carte delle attitudini dei suoli alle produzioni tartufigene alla scala 1:50.000 (2025), la Carta forestale del Piemonte (2025) incluse le formazioni arboree-arbustive lineari censite e altri dati cartografici relativi a usi e coperture del suolo (LULC) oltre a dati di maggior dettaglio riguardanti corileti, viticoltura, verde urbano e filari. La potenzialità deriva dal valore di attitudine dei suoli, pesato in relazione alla presenza del suolo, alla tipologia colturale agricola, alla categoria forestale e alla presenza di filari; le informazioni sull’uso possono annullare, ridurre o incrementare l’attitudine. La potenzialità territoriale alla produzione dei tartufi è definita per le tre specie di pregio: Tartufo bianco (Tuber magnatum Pico), Tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vittad.) e Tartufo nero estivo o scorzone (Tuber aestivum Vittad.). Per quanto riguarda la tecnica di elaborazione della cartografia si è optato per una discretizzazione dei dati al continuo che ha consentito un confronto tra dati di diversa natura e origine. Il dato finale è una cartografia con celle di 50mx50m, il miglior compromesso in termini di analisi e rappresentazione. Le aree non coperte dai dati geografici devono intendersi come non indagate e quindi non definite in termini di potenzialità. Il servizio di esposizione dati con protocollo WMS è organizzato in livelli denominati: - Tartufo bianco: potTB - Tartufo bianco con filari: potTB_F - Tartufo nero pregiato: potTN - Tartufo nero pregiato con filari: potTN_F - Tartufo nero estivo o scorzone: potTS - Tartufo nero estivo o scorzone con filari: potTS_F Maggiori informazioni sulla metodologia possono essere richieste ai contatti per la risorsa indicati.
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Varietà di vite, compresi gli incroci, coltivate per la produzione di uva da vino estratti dall’Anagrafe Agricola e rappresentate su mosaicatura catastale di riferimento regionale.
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Il dataset comprende le aziende AIA soggette a controllo da parte dei tecnici Arpa, secondo una programmazione definita dal sistema SSPC- Sistema di Supporto alla Programmazione dei Controlli.Tale modello è stato elaborato nell¿ambito del Sistema delle Agenzie ambientali e si ispira ad indicazioni emerse in ambito europeo.La Regione Piemonte con DGR 9 maggio 2016, n. 44-3272 ha demandato ad Arpa Piemonte la programmazione dei controlli AIA.Il modello si basa sull¿identificazione di parametri assegnati ad ogni stabilimento per assegnare un indice di rischio complessivo dell¿azienda.Arpa Piemonte ogni anno approva tale programma triennale di ispezione ambientale ai sensi del art.29-decies, comma 11 ter, del D.lgs. 152/2006. Tali programmi, ai sensi del successivo comma 11 ter, determinano la frequenza delle visite in loco per ciascuna installazione soggetta ad AIA, sulla base di una valutazione dei rischi ambientali che consideri almeno i seguenti elementi:gli impatti potenziali e reali delle installazioni interessate sulla salute umana e sull'ambiente, tenendo conto dei livelli e dei tipi di emissioni, della sensibilità dell'ambiente locale e del rischio di incidenti;il livello di osservanza delle condizioni di autorizzazione;l'adesione del gestore al sistema comunitario di ecogestione e audit di cui al regolamento (CE) n. 1221/2009 (EMAS).
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