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    Il dato, areale, riporta la prima e la seconda classe di capacità d’uso del suolo (derivanti dall'indagine condotta da Ipla - Regione Piemonte in scala 1:50.000), escluse le grandi aree edificate e le zone coperte dalle morfologie insediative urbane consolidate, dai tessuti urbani esterni ai centri, dai tessuti discontinui suburbani, dagli insediamenti specialistici organizzati, dalle aree di dispersione insediativa, dalle "insule" specializzate e dai complessi infrastrutturali.

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    Il dato, areale, perimetra, sulla base dell'aggregazione degli Ambiti di paesaggio del Ppr, i Macroambiti, che suddividono il Piemonte non soltanto in ragione delle caratteristiche geografiche, ma anche alla luce delle componenti percettive che permettono l’individuazione di veri e propri paesaggi dotati di identità propria. Questi Macroambiti comprendono il paesaggio alpino del Piemonte Settentrionale e dell'Ossola, il paesaggio alpino walser, il paesaggio alpino franco-provenzale, il paesaggio alpino occitano, il paesaggio appenninico, il paesaggio collinare, il paesaggio della pianura del seminativo, il paesaggio della pianura risicola, il paesaggio pedemontano e il paesaggio urbanizzato della piana e della collina di Torino, che, unitamente ai dataset paesaggio alpino d'alta quota e paesaggio fluviale e lacuale, formano i 12 Macroambiti totali del Piemonte

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    Il dato, areale, suddivide il territorio piemontese in 76 Ambiti di paesaggio, che costituiscono complessi integrati di paesaggi locali differenti in ragione delle loro caratteristiche paesaggistiche; sono distinti in cartografia con linee di delimitazione non necessariamente riferite ai confini amministrativi, con l'esclusiva funzione di indicare i territori nei quali si riscontrano gli elementi caratterizzanti ciascun ambito. Le delimitazioni degli Ambiti di paesaggio derivano dall'inquadramento strutturale del Piemonte, da cui emergono brani di territorio che, agli effetti delle relazioni paesaggistiche, sono strutturati unitariamente, in dipendenza da una matrice geomorfologica, come accade in montagna, o da una dominante strutturazione storica dell'insediamento rurale (come si registra in collina e in parte della pianura) o urbano (come si verifica lungo la fascia pedemontana e pedecollinare)

  • La carta esprime il mosaico (fuori scala) delle Valbe del Catasto sabaudo o catasto geometrico particellare nell'area oggetto del Piano Paesaggistico di Pinerolo. (Rappresentazione grafica e pittorica che permette di riconoscere i diversi tipi di colture - Archivio storico di Pinerolo)

  • La risorsa contiene i dati relativi ai bacini afferenti ai corpi idrici individuati da ARPA Piemonte nell'ambito dell'Analisi delle Pressioni effettuata per il PdGPo 2021 applicando la metodologia ISPRA descritta nelle "Linee Guida per l’Analisi delle Pressioni ai sensi della Direttiva 2000/60/CE - SNPA 11 2018". La frequenza di aggiornamento è sessennale.

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    Il dato, costituito da geometrie areali, individua le aree non montane a diffusa presenza di siepi e filari tramite un confronto tra la Land Cover Ipla 2003 e il dato riguardante le formazioni lineari di campo

  • Sono disponibili le distribuzioni spaziali delle aree omogenee di concentrazione di cromo (Cr), nichel (Ni), cobalto (Co) e vanadio (V), elaborate sulla base dei dati della Rete Arpa di monitoraggio ambientale dei suoli, in attuazione della Deliberazione della Giunta Regionale del 2 luglio 2021, n. 8-3474. Per ogni area è possibile scaricare schede riassuntive e file in formato .xls contenenti i valori di fondo naturale (VFN), i parametri statistici di riferimento, i box plot delle concentrazioni e le curve di distribuzione cumulata in percentili. La cartografia e i parametri statistici possono essere consultati anche tramite servizio WMS e scaricati come dati geografici vettoriali in formato WFS. Le concentrazioni dei contaminanti, espresse in mg/kg, si riferiscono alla totalità dei materiali secchi della frazione inferiore a 2 mm, inclusa la componente scheletro compresa tra 2 cm e 2 mm. I parametri statistici forniti riguardano lo strato superficiale 0¿100 cm, in conformità con la normativa vigente (D.Lgs. 152/06, D.P.R. 120/2017, D.M. 46/2019). I valori di fondo naturale (VFN) sono stati calcolati secondo lo standard internazionale ISO 19258/2005 ¿Soil quality ¿ Guidance on the determination of background values¿ e risultano compatibili con la definizione di ¿fondo geochimico¿ riportata dal D.M. 46/2019, ossia la distribuzione di una sostanza nel suolo derivante da processi naturali, con eventuale componente antropica non rilevabile o non significativa. I parametri statistici possono essere utilizzati, come previsto dall¿art. 11, comma 1, del D.P.R. 120/2017, nei piani di indagine che fanno riferimento ai dati pubblicati e validati dall¿Arpa territorialmente competente per l¿area oggetto di studio. Le aree omogenee di concentrazione individuate corrispondono alla definizione di ¿ambito territoriale con fondo naturale¿ contenuta nello stesso decreto, vale a dire una porzione di territorio geograficamente individuabile in cui la presenza di concentrazioni superiori alle soglie di contaminazione è attribuibile a fenomeni naturali legati alla pedogenesi, alle caratteristiche litologiche e alle condizioni chimico-fisiche del suolo. L¿ipotesi di una prevalente origine naturale di Cr, Ni, Co e V si fonda sull¿analisi di un insieme statisticamente significativo di dati, elaborati a una scala di dettaglio pari a 1:50.000. Per approfondimenti su materiali e metodi e utilizzo dei dati nell'ambito della normativa vigente fare riferimento alla DGR 2 luglio 2021, n. 8-3474 - LINK: https://webgis.arpa.piemonte.it/w-metadoc/suolo/aree_omo_metalli/DGR_2_luglio_2021_n_8-3474.pdf E' inoltre disponibile l'approfondimento sullo sviluppo dello studio sulla contaminazione diffusa del suolo, per la definizione di valori di fondo naturale e per i piani di inquinamento diffuso: https://webgis.arpa.piemonte.it/w-metadoc/suolo/aree_omo_metalli/compendio.pdf Per ulteriori informazioni e chiarimenti gabriele.fabietti@arpa.piemonte.it

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    CTRN vettoriale 1991-1995 1:50.000: Dati vettoriali della Carta Tecnica Regionale Numerica (CTRN) alla scala 1:50.000 derivata in modo automatico come generalizzazione della CTRN 1:10.000 acquisita dal Servizio Cartografico della Regione Piemonte negli anni 1992-1997. A differenza dei dati numerici originali organizzati in coperture di linee, punti, poligoni e testi, suddivise per sezione CTR, questi dati sono organizzati in livelli tematici, come i dati CTRN 1:10.000..Curve di livello: Altimetria rappresentata in forma lineare (curve di livello a quota costante), con determinazione certa o incerta.

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    Il dato, che è areale, suddivide il territorio piemontese ed, in particolare, i 76 Ambiti di paesaggio in 535 Unità di paesaggio, perimetrate in base agli aspetti geomofrologici, naturali, insediativi, storico-culturali

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    Dati geografici relativi alle Carte di Attitudine dei suoli alle produzioni tartufigene. Nel 2025 le Carte di attitudine sono state aggiornate sulla base dei dati esistenti (Carta dei suoli 1:50.000) e con una revisione metodologica che prevede l’attribuzione di due livelli di classazione per ogni unità cartografica: la "classe" attribuita in base alle caratteristiche della tipologia di suolo dominante e la "sottoclasse", che viene invece attribuita in base all'attitudine valutata sulla/e tipologia/e di suolo secondaria/e che compongono la stessa unità cartografica. Le attitudini dei suoli sono definite per ciascuna Unità di Terre (identificati a livello di Sottogruppo della Soil Taxonomy) e sulla base delle caratteristiche medie, riferite alle medesime Unità. L'attitudine è definita sulla base della valutazione congiunta delle esigenze pedo-ecologiche per lo sviluppo della singola specie di tartufo, delle caratteristiche chimico-fisiche ed intrinseche dei suoli prevalenti per ciascuna Unità di Terre (identificati a livello di Sottogruppo della Soil Taxonomy) e sulla base delle caratteristiche morfologiche e stazionali medie, riferite alle medesime Unità. La propensione delle terre alla produzione è definita per le tre diverse specie di tartufo: Tartufo bianco (Tuber magnatum Picco), Tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vittad.) e Tartufo nero estivo o scorzone (Tuber aestivum Vittad.). Le aree non coperte dai dati geografici devono intendersi come non indagate e quindi non definite in termini di attitudine. Il servizio di esposizione dati con protocollo WMS è organizzato in livelli denominati: - Tartufo bianco: tartufoTB - Tartufo nero estivo o scorzone: tartufoS - Tartufo nero pregiato: tartufoTN Fino alla scala 1:250.000 la tematizzazione è impostata sulla base della classe di attitudine e successivamente è impostata sulla base della classe e della sottoclasse di attitudine.