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pubblica Amministrazione
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Carta dello stato del deficit idrico finalizzata all’attuazione del Complemento regionale per lo sviluppo rurale del PSP 2023-2027 (CSR) per i seguenti interventi: - SRD01 - investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole; - SRD02 – investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale - azione C, investimenti irrigui; - SRD07 - investimenti in infrastrutture per l'agricoltura e per lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali – azione 7, infrastrutture irrigue extra-aziendali che comportano un aumento netto della superficie irrigata; - SRD08 - investimenti in infrastrutture con finalità ambientali - Azione 3, infrastrutture irrigue e di bonifica.
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Uso del suolo prevalente secondo la classificazione del Censimento agricoltura rappresentato sul mosaico regionale delle particelle catastali (Progetto Mosaicatura Catastale) derivato dal trattamento delle informazioni catastali disponibili sul Sistema di Interscambio (Progetto SigmaTer) e inquadrato nel sistema di riferimento WGS84/UTM32N. Sono inoltre consultabili i dati relativi alle particelle biologiche. Non sono disponibili dati dei comuni di Belgirate e Mezzana Mortigliengo perchè in Anagrafe Agricola non risultano particelle dichiarate appartenenti a tali comuni.
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Capacità d’uso del suolo per fini agricoli (suoli di 1^ e 2^ classe)
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Elaborazione dello stato quantitativo effettuata ai fini del CSR a partire dalla classificazione ambientale (monitoraggio 2014-2019) definita in applicazione della WFD nell’ambito del Piano di Gestione delle acque del Distretto del Po – PdG Po 2021, finalizzata all’attuazione del Complemento regionale per lo sviluppo rurale del PSP 2023-2027 (CSR) per i seguenti interventi: - SRD01 - investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole; - SRD02 – investimenti produttivi agricoli per ambiente, clima e benessere animale - azione C, investimenti irrigui; - SRD07 - investimenti in infrastrutture per l'agricoltura e per lo sviluppo socioeconomico delle aree rurali – azione 7, infrastrutture irrigue extra-aziendali che comportano un aumento netto della superficie irrigata; - SRD08 - investimenti in infrastrutture con finalità ambientali - Azione 3, infrastrutture irrigue e di bonifica.
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Perimetrazione delle aree limitrofe alla città costruita, definite generalmente come spazi vuoti o aperti caratterizzate da - scarsa qualità paesaggistica ed ecologica - alto o medio grado di insularizzazione (impermeabilità dei contorni costruiti) - basso grado di naturalità - elevato grado di disgregazione del tessuto agricolo - esistenza di molti fattori di pressione
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Le aree sono state individuate da IPLA secondo tre criteri di individuazione delle HNV definiti a livello europeo: 1. uso del suolo (land cover) agricolo (superficie agricola utilizzata, SAU) e altre coperture del territorio (forestali, aree seminaturali, aree occupate da infrastrutture); 2. presenza di elementi seminaturali dell’agroecosistema, quali formazioni lineari arboreo-arbustive, fasce fluviali e di mosaici colturali complessi tra diverse colture e boschi, costituenti habitat e connessioni ecologiche funzionali; 3. presenza di specie di flora e fauna di interesse per la conservazione della biodiversità. Per i primi due criteri si è deciso di utilizzare le diverse fonti di informazione sulle coperture del suolo disponibili e soggette ad aggiornamenti periodici quali, in ordine gerarchico di priorità: • colture (SAU e superfici forestali), sulla base delle dichiarazioni rese nei fascicoli aziendali dell’anagrafe agricola unica del Piemonte, con una o più classi colturali riferite alla base catastale • boschi, altre superfici forestali (arboricoltura da legno) e formazioni lineari non costituenti bosco (siepi campestri, filari ecc. utili per definire la connettività ecologica) desunti dalla Carta forestale regionale, aggiornata al 2016 a cura dell’IPLA per il Settore Foreste della Regione Piemonte in formato GIS; • altre superfici agricole e usi del suolo desunti dalla fotointerpretazione generale del territorio, periodicamente aggiornata a cura di AGEA (“ortofoto AGEA”). Le aree agricole e forestali ad alto valore naturale (HNV) sono classificate in 4 o 10 classi per riflettere i diversi livelli di valore naturale e di biodiversità presenti in queste zone. Questa classificazione permette di identificare e mappare le aree con alta biodiversità e di adottare misure di conservazione e gestione mirate per proteggerle. 4 classi: Questa classificazione fornisce un livello di dettaglio più generale, utile per una valutazione rapida del valore naturale delle aree. Classi 3 e 4 si considerano aree ad alto valore naturale, da 0 a 2 no. 10 classi: Questa classificazione offre un livello di dettaglio maggiore, permettendo di distinguere con più precisione tra i vari gradi di valore naturale. Questo approccio più dettagliato è utile per pianificare interventi di conservazione più specifici e mirati. Classi da 6 a 10 si considerano aree ad alto valore naturale, da 0 a 5 no.
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Carta della classificazione dei fogli catastali montani in relazione allo svantaggio naturale finalizzata all’attuazione del Complemento regionale per lo sviluppo rurale del PSP 2023-2027 (CSR) del Piemonte per l’intervento SRB01 – Sostegno zone con svantaggi naturali (montagna). La metodologia seguita per la designazione delle zone soggette a vincoli naturali in Piemonte fin dal periodo di programmazione 2014-2020 ha utilizzato la combinazione dei fattori altitudine e pendenza dei versanti. I parametri sopra elencati sono stati applicati, mediante operazioni GIS, a unità cartografiche (pixel) di 20 metri di lato. Tali unità sono state successivamente aggregate a livello di foglio di mappa catastale, classificando ciascun foglio, in base alla prevalenza, secondo quattro classi di intensità dei vincoli naturali (svantaggio clivo-altimetrico). Le elaborazioni riguardano esclusivamente le zone di montagna di cui all'articolo 32, paragrafo 1, lettera a) del regolamento (UE) n. 1305/2013. Le classi di svantaggio naturale designate sono: • classe 1 - zone montane con svantaggio clivo-altimetrico basso (quota bassa): rappresentata principalmente dai più ampi fondovalle alluvionali della regione e dal cosiddetto “pedemonte”, costituito dalle superfici di raccordo fra pianura e montagna allo sbocco delle valli alpine • classe 2 - zone montane con svantaggio clivo-altimetrico medio (quota media e/o pendenza moderata): dominante nei territori appenninici e nei maggiori edifici morenici • classe 3 - zone montane con svantaggio clivo-altimetrico medio-alto (quota da media ad elevata e/o pendenza da moderata a media): presente in buona parte delle valli alpine, di cui costituisce i versanti e i crinali più arrotondati nonché nei fondovalle situati alle quote maggiori • classe 4 - zone montane con svantaggio clivo-altimetrico alto (quota da media ad elevata e/o pendenza elevata): dominante negli alti versanti alpini e nella maggior parte dei crinali alpini. Le classi sopra riportate rappresentano un’ulteriore suddivisione delle aree montane e vengono utilizzate per diversificare il livello dei pagamenti.
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Carta della classificazione dei comuni secondo la tipologia areale finalizzata all’attuazione del Complemento regionale per lo sviluppo rurale del PSP 2023-2027 (CSR) del Piemonte. La classificazione delle zone rurali è prevista dall’articolo 50 del regolamento n. 1305/2013 ed è stata già utilizzata per il PSR 2014-2022. Nel 2023 sono stati aggiornati i limiti amministrativi comunali. Le tipologie areali sono le seguenti: A. Aree urbane e periurbane, nelle quali sono inseriti tutti i comuni capoluogo di provincia e gli aggregati comunali non rurali; B. Aree rurali ad agricoltura intensiva, nelle quale sono inseriti gli aggregati comunali rurali classificati di pianura dall'Istat; C1. Aree rurali intermedie, nelle quali sono inseriti gli aggregati comunali rurali classificati di collina dall'Istat; C2. Aree rurali intermedie con vincoli naturali, nelle quali sono inseriti gli aggregati comunali rurali classificati di collina dall'Istat; D. Aree rurali con problemi di sviluppo, nelle quali sono inseriti gli aggregati comunali rurali classificati di montagna dall'Istat. Tale tipologie areali sono utilizzate sia in termini di ammissibilità che di selezione da vari interventi del CSR.
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Layer che rappresenta canali e condotte irrigue consortili. Layer tenuto in costante aggiornamento in quanto affetto da possibili errori, pertanto non può essere utilizzato per controversie legali
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Destinazione produttiva delle viti, relativamente a unità vitate con coltivazione di uva per la produzione potenziale di vino a denominazione di origine, rappresentate su mosaicatura catastale di riferimento regionale. Le tipologie di vino sono state raggruppate sulla base dei primi quattro codici della classificazione Mipaaf vino del Ministero delle Politiche Alimentari e Forestali.
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