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  • I dati sono tratti dallo studio idrogeologico promosso dalla ex Provincia di Torino nell'ambito del "Programma di ricerca in tema di manutenzione e ripristino degli alvei dei corsi d'acqua, nonchè in materia di protezione idrogeologica e difesa del suolo". Il dataset rappresenta le criticità idrogeologiche riscontrate lungo l'asta dei torrenti Ceronda e Casternone riportate nello: - "Studio geomorfologico e idrologico dei bacini idrografici e degli alvei dei torrenti Ceronda e Casternone" Ambito di studio: bacini dei torrenti Ceronda e Casternone Data: novembre 1998 Codice studio idrogeologico: 110 Base cartografica mappe originali: CTR (1:10.000) Base cartografica di acquisizione: CTR (1:10.000) N.B. Successivamente, in seguito all'evento alluvionale del 13-16 ottobre del 2000 e sempre nell'ambito del "Programma di ricerca", è stato effettuato un ulteriore studio idrogeologico di aggiornamento: https://www.geoportale.cittametropolitana.torino.it/geonetwork/cmto/ita/catalog.search#/metadata/cmto:3aff0e39-b60f-4900-bff8-1931f1278a5f

  • I dati sono stati tratti dallo studio idrogeologico promosso dalla ex Provincia di Torino nell'ambito del "Programma di ricerca in tema di manutenzione e ripristino degli alvei dei corsi d'acqua, nonchè in materia di protezione idrogeologica e difesa del suolo". Il dataset rappresenta le aree inondate dal torrente Pellice in seguito all'evento alluvionale del 13-16/10/2000 riportate nello "Studio di sistemazione idrogeologica del torrente Pellice. Aggiornamento in seguito all'evento alluvionale del 13-16 ottobre 2000" (dicembre 2000) e costituisce un aggiornamento sintetico del precedente studio effettuato sempre sullo stesso bacino (Pellice) anch'esso ricompreso nell'ambito del "Programma di ricerca": https://www.geoportale.cittametropolitana.torino.it/geonetwork/cmto/ita/catalog.search#/metadata/cmto:70ca5bf6-d37e-4bd8-bd49-ce3af02ef54e In particolare in questo aggiornamento si descrivono i fenomeni, gli effetti e i danni originatisi in occasione dell'evento alluvionale.

  • La Città metropolitana di Torino è particolarmente ricca di splendide forme naturali che racchiudono un ricco patrimonio geologico e geomorfologico da salvaguardare. Principalmente con questo intento, ossia la salvaguardia di alcuni luoghi di particolare interesse (geositi) la ex Provincia di Torino, in collaborazione con altri Enti (Dipartimento di Scienze della Terra e CNR-Irpi) ha promosso, nei primi anni del 2000, un progetto di ricerca volto all'individuazione e catalogazione di alcuni dei luoghi più interessanti e significativi, descrivendoli sia dal punto di vista scientifico (utilizzando un linguaggio semplice e corredando ogni sito con schede grafiche esemplificative, disegni, foto) che dal punto di vista turistico (proponendo itinerari attrezzati, percorsi, punti di osservazione e mappe). Tutto il lavoro è stato sintetizzato in due volumi: VOLUME 1: I geositi nel paesaggio alpino della provincia di Torino VOLUME 2: L'anfiteatro morenico di Ivrea: un geosito di valore internazionale Nel primo volume si riportano i geositi: ITINERARIO DELLA VAL SANGONETTO: - Rocca del Gias (un curioso blocco in un'area sismicamente attiva) - Anfiteatro Morenico di Palè (un bell'insieme di forme glaciali) - Rocca del Montone (singolare bastionata con evidenti "stili" di deformazione della roccia) - Colle del Vento (interessante testimonianza di fenomeno di "cattura di testata") ITINERARIO DI VILLARBASSE: - Scaricatore glaciale del Prato Perosino (magnifica forma fluvioglaciale) - Massi erratici di Pera Majana (enormi blocchi rocciosi portati dal ghiacciaio) - Truc di Monsagnasco (antico deposito morenico su cui si conservano incisioni preistoriche) ITINERARIO DELL'ALTA VAL PELLICE: - Conca del Prà (suggestiva conca legata all'antica presenza di un lago) - Giardino glaciale del Granero (itinerario di alta montagna alla scoperta dei segni lasciati dal ghiacciaio) - Pendici del Granero (forme attive e relitte di origine glaciale e nivale) GEOSITI NON COLLEGATI AD ITINERARI SPECIFICI: - Masso erratico di Castellazzo (grosso blocco roccioso racchiuso tra i ruderi di un castello medioevale) - Rocce montonate di Borgone (un bell'esempio di azione levigatrice del ghiacciaio) - Gran Gorgia (spettacolare forma di erosione lineare in depositi glaciali) - Nicchie di distacco di frana al colle delle Finestre (bell'esempio di nicchie di distacco) - Lave a cuscino del Colletto Verde (uno spaccato del fondo oceanico di 160 milioni di anni fa) - Piega della cava di Meitre (un bell'esempio di roccia intensamente piegata dalle forti pressioni tettoniche) - Rock glacier della mulattiera (splendido "ghiacciaio di pietre") - Marmi di Rocca Bianca (bei marmi di una ex cava) Il secondo volume riporta il geosito: L'anfiteatro morenico di Ivrea, con la descrizione delle variegate caratteristiche geologiche e paesaggistiche dell'anfiteatro e l'individuazione di una serie di tappe-fermate scelte in modo da poter mettere a fuoco singoli aspetti significativi di particolare valenza ambientale. I due volumi sono stati tradotti sia in inglese che in francese.

  • Gli scenari di rischio esprimono le potenziali conseguenze negative sia economiche sia sull'incolumità delle persone associate ad un'alluvione. Gli scenari di rischio derivano dall'elaborazione della pericolosità 2021 con la tipologia dell'elemento esposto e sono rappresentati in quattro classi: R4 (rischio molto elevato), R3 (elevato), R2 (medio), R1 (moderato). I dati rappresentano il primo aggiornamento del Piano di gestione del rischio di alluvioni, ai sensi dell’art. 14, comma 3 della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE, adottato dalla Conferenza Istituzionale permanente dell'Autorità di Bacino del Fiume Po il 20 dicembre 2021. Vengono rappresentati i seguenti elementi: Elementi lineari: strade, ferrovie, acquedotti, linee elettriche, ecc. Elementi puntuali: beni ambientali e culturali di interesse rilevante; insediamenti produttivi o impianti tecnologici potenzialmente pericolosi, strutture strategiche e sedi di attività collettive, quali sede di forze dell'ordine, scuole, discariche, depuratori, ecc. Elementi areali: Aree urbanizzate, residenziali, produttive, commerciali; aree agricole, parchi, aree boscate, ecc.

  • Individuazione e classificazione tipologica dei depositi alluvionali nell'area oggetto del Piano Paesaggistico di Pinerolo.

  • L’osservatorio del dissesto idrogeologico riporta quanto illustrato nel Piano Territoriale Generale Metropolitano (progetto preliminare adottato con DCM 66 del 22.12.2022) dove si ricomprendono i seguenti dissesti: - gravitativi (frane) - misti gravitativo-idraulico (conoidi alluvionali) - idraulici (aree inondate, aree inondabili, dissesti legati alla dinamica torrentizia) - legati alla caduta di masse nevose (valanghe) Per quanto riguarda il RETICOLO IDROGRAFICO PRINCIPALE DI PIANURA E FONDOVALLE sono state considerate le fasce A, B, C e le aree inondabili del PAI, nonché le aree inondabili tipo H (P3), M (P2), L (P3) del PGRA dell’Autorità di bacino del fiume Po, caratterizzate da diversi tempi di ritorno e associate a portate differenti. Per il RETICOLO IDROGRAFICO SECONDARIO DI PIANURA, COLLINARE E MONTANO sono state considerate le aree inondabili tipo H (P3), M (P2), L (P1) del PGRA dell’Autorità di bacino del fiume Po e le aree potenzialmente inondabili a pericolosità molto elevata (Eel se dissesti di tipo lineare – Eea se dissesti di tipo areale) a pericolosità elevata (Ebl se dissesti di tipo lineare – Eba se dissesti di tipo areale) a pericolosità media/moderata (Eml se dissesti di tipo lineare – Ema se dissesti di tipo areale) che derivano sia dai Piani Regolatori dei Comuni che (per i comuni che non sono ancora adeguati al PAI) da una serie di studi idrogeologici provenienti da varie fonti. Per quanto riguarda i CONOIDI sono state individuate 4 categorie: conoidi attivi a pericolosità molto elevata (Cae), conoidi attivi a pericolosità elevata (Cab), conoidi attivi a pericolosità media/moderata (Cam) e conoidi stabilizzati naturalmente (CS). Per quanto riguarda i movimenti gravitativi, le FRANE sono state suddivise in areali e puntuali e sono state classificate in 4 tipologie: frane attive (FA), frane quiescenti (FQ), frane stabilizzate (FS) e frane non classificate. Infine per le VALANGHE sono state distinte le seguenti categorie: valanghe, zone pericolose e valanghe minori. Si riportano inoltre le Aree a Rischio Idrogeologico molto Elevato (RME) del PAI aggiornate con le modifiche apportate dai Piani Regolatori Comunali adeguati al PAI, gli abitati da trasferire (in seguito a Decreti risalenti agli anni 50 e 60) e i comuni classificati a rischio sismico ai sensi della DGR n. 6-887 del 30/12/2019. Le fonti dei dati sono: - il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) dell’Autorità di Bacino del Fiume Po - il Piano Gestione Rischio Alluvioni (PGRA) dell’Autorità di Bacino del Fiume Po - i Piani Regolatori Comunali (PRGC) adeguati al PAI - una serie di studi idrogeologici redatti da vari Enti tra cui AIPO, Regione Piemonte, ARPA, ex-Provincia di Torino, Comunità Montane) - il SIFraP - Sistema Informativo Frane in Piemonte - il Sistema Informativo Valanghe (S.I.V.A) Per alcuni livelli informativi è presente un campo "classe" che rappresenta il grado di affidabilità del dato ed un campo "fonte_del_dato"; per entrambi la decodifica è riportata nel file decodifica_campi.odt Per ulteriori approfondimenti si rimanda al file "G1_DISPO_tecn_dif_suolo_GEO1_GEO2.pdf" (Disposizioni tecnico normative in materia di difesa del suolo e quadro del dissesto).

  • Dati relativi agli effetti al suolo indotti sul territorio dall'evento meteo-pluviometrico che ha colpito il Piemonte i giorni 2-3 ottobre 2020, prodotti da Arpa Piemonte, Regione Piemonte, e CNR IRPI. I dati derivano da rilievi condotti durante e immediatamente dopo l'evento e da successive analisi fotointerpretative. Aree di rilevamento: bacini del Toce, Sesia, Cervo, Elvo, Gesso, Vermenagna, Corsaglia, Casotto e Tanaro.

  • Il dataset riporta le risultanze dell'analisi con tecnologia radar-satellitare SqueeSAR(TM) svoltenell'Ambito del Programma europeo di cooperazione transfrontaliera tra Francia e Italia INTERREG ALCOTRA - Progetto ADVITAM (http://www.interreg-alcotra.eu/it/decouvrir-alcotra/les-projets-finances/ad-vitam). Le analisi sono state effettuate dalla ditta TRE-Altmira per conto del Dipartimento Tematico Rischi Naturali e Ambientali di Arpa Piemonte, utilizzando i dati delle piattaforme satellitari SENTINEL-1B e SENTINEL-1B del programma europeo Copernicus (https://www.copernicus.eu/en/about-copernicus) per il periodo compreso tra ottobre 2014 e ottobre 2018.

  • Il dataset presenta la ricostruzione dei processi e degli effetti indotti sul territorio dall'evento alluvionale del 28-30 Maggio 2008, rilevati da Arpa Piemonte nei giorni immediatamente successivi all'evento o raccolti in seguito a segnalazioni da parte di altri Enti.

  • Lo studio di MS viene sintetizzato nella Carta delle Microzone Omogenee in Prospettiva Sismica (Carta delle MOPS), con la quale vengono individuate e caratterizzate le zone stabili, le zone stabili suscettibili di amplificazione locale e le zone soggette a instabilità, quali frane, rotture della superficie per faglie e liquefazioni dinamiche del terreno.