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    N.B. Il dataset non è più aggiornato in quanto la competenza sulle aziende soggette a direttiva Seveso è passata al livello nazionale. I dati rappresentano l’area occupata dagli stabilimenti Seveso iscritti nel registro regionale ai sensi della l.r. 32/92 sulla base delle regole dettate dal d.lgs. 334/1999. Considerato che nel giugno 2015 è stato pubblicato il d.lgs. 105/2015 che abroga il d.lgs. 334/1999 e recepisce la nuova direttiva in tema di prevenzione dei pericoli di incidente rilevante (seveso ter -dir 2012/18/UE), i dati riportati sono da considerare transitori e non definitivi sino al 1 giugno 2016 in cui sarà fornito il nuovo elenco ai sensi del d.lgs. 105/2015. Il presente elenco contiene tuttavia un primo aggiornamento (1 marzo 2016) dei dati pervenuti ai sensi del d.lgs. 105/2015 . L'area è quella racchiusa nel perimetro della superficie di proprietà del gestore e quindi comprende, oltre agli impianti produttivi, tutte le altre aree dedicate ai servizi accessori. Le informazioni sono inserite e gestite nel SIAR - Sistema Informativo Attività a Rischio di incidente rilevante. Oltre alla georeferenziazione areale, gli stabilimenti sono descritti dalle seguenti informazioni: anagrafica, sede legale, struttura organizzativa, posizione rispetto alla normativa Seveso, attività amministrativa (documenti inviati: Notifica, rapporto di sicurezza, cronoprogramma, aggravio di rischio, ecc.), attività di controllo (verifiche sul sistema di gestione della sicurezza, istruttorie tecniche, verifica prescrizioni e verifiche di sorveglianza), sostanze detenute (stato fisico, quantità, ecc.), ipotesi incidentali (georeferenziazione, area/impianto di produzione, tipologia incidentale, sostanze generanti, frequenza di accadimento, scenari incidentali, aree di danno -distanza elevata letalità, distanza inizio letalità, ecc.-, centro di pericolo) e stato autorizzativo relativamente alla prevenzione incendi. Sono inoltre presenti informazioni sull'esistenza del piano di emergenza dello stabilimento specifico per l'aspetto dei rischi industriali. L'area di proprietà è dichiarata dai gestori degli stabilimenti ed è caricato nel SIAR dalla Regione Piemonte. Il dato reso disponibile per il download mette a disposizione il centroide dello stabilimento con alcune informazioni sintetiche legate allo stabilimento.

  • Rete del Patrimonio Escursionistico del Piemonte (RPE): segnalazioni RPE pervenute. La Regione Piemonte, con la Legge Regionale 12/2010 e il relativo regolamento del 2012, ha istituito la Rete Regionale dei Percorsi Escursionistici (RPE), un fondamentale strumento di pianificazione territoriale sviluppato in collaborazione con Province ed enti locali. La creazione e gestione della rete si basano su un ampio lavoro di coordinamento, con il contributo del Club Alpino Italiano (CAI), e il coordinamento e la validazione dell’istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente (IPLA). Il sistema informativo RPE (Rete del Patrimonio Escursionistico del Piemonte) è stato sviluppato per centralizzare e semplificare le richieste di accatastamento dei percorsi e la registrazione degli itinerari da parte dei vari enti richiedenti. L'accesso al sistema è unicamente dedicato agli enti o ai tecnici abilitati o delegati. Il livello informativo contiene le segnalazioni relative ai percorsi e agli itinerari della Rete Escursionistica del Piemonte corredate da punti foto georiferiti che individuano la problematica, oggetto della segnalazione.

  • Il dataset rappresenta i punti di presa da fontanili. I dati presentati sono una parte di quelli gestiti nel Sistema Informativo delle Risorse Idriche SIRI della Regione Piemonte – Componente delle Derivazioni idriche. L'inserimento e l’aggiornamento dei dati è in carico delle Province piemontesi che ne sono altresì titolari, ciascuna per la parte del territorio di propria competenza. La frequenza di aggiornamento è variabile nelle diverse Province. Per ciascun punto di presa sono rese disponibili le seguenti informazioni: codice assegnato ai sensi della L.R. 22/99 - CODICE_ROC; codice rilievo- C_RILIEVO; stato pratica (autorizzato/concesso, istanza) - S_PRATICA; informazioni relative alla localizzazione, in particolare Provincia e Comune -PROVINCIA, COMUNE; periodo in cui viene effettuato il prelievo – PERIODO; portata massima e media di concessione - Q_MAX, Q_MEDIA; coordinate del punto di presa espressa nel sistema di riferimento UTM WGS84 - UTM_X, UTM_Y.

  • Strumento per l’organizzazione completa delle informazioni relative alle dighe e agli invasi con sbarramenti artificiali, di competenza regionale e nazionale, al fine di gestire in maniera integrata sia la componente descrittiva delle informazioni di tipo generale, tecnico e amministrativo, sia la componente geografica relativa alla localizzazione degli impianti.

  • L'indagine sulle coperture degli edifici potenzialmente contenenti amianto rientra nel quadro del "Progetto regionale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto" 2010-2014.Il progetto è stato avviato sperimentalmente da Arpa Piemonte nel 2012 ed è entrato nella fase operativa ad inizio 2013 attraverso la collaborazione fra la Struttura Sistema Informativo Geografico Ambientale che cura da diversi anni lo sviluppo di metodologie e modelli di telerilevamento e classificazione di immagini aerofotografiche e satellitari, il Polo regionale Amianto e i Dipartimenti provinciali dell'Agenzia. Il progetto di mappatura è basato su tecniche di telerilevamento e GIS (Sistemi Informativi Geografici) e sull'impiego di una metodologia di indagine speditiva, applicabile su area vasta e basata esclusivamente sull'utilizzo di dati già esistenti ed in particolare dei dati derivanti dalla ripresa aerea fotogrammetrica realizzata dalla Regione Piemonte nel 2009-2010 (ortoimmagini con riprese nelle bande del visibile e dell'infrarosso vicino con risoluzione al suolo di 40 cm). In questa fase, la mappatura è stata effettuata utilizzando una serie di criteri, che hanno consentito di selezionare le aree prioritarie e più significative del territorio: in particolare sono stati presi in considerazione i comuni più densamente abitati mentre sono state escluse le zone a quote superiori ai 1000 m, in quanto scarsamente antropizzate e comunque povere di insediamenti industriali rilevanti.A tale scopo sono stati presi in considerazione i comuni piemontesi con più di 10.000 abitanti, in base ai dati del censimento ISTAT 2011.L'area complessiva di indagine ha incluso anche molti altri comuni minori limitrofi a quelli principali. In questa prima fase sono stati indagati 9.200 kmq per 3.200.000 abitanti pari al 75% della popolazione regionale.La metodologia si è orientata sull'utilizzo di tecniche di analisi e di classificazione automatica di tipo "object oriented" per estrarre dalle ortofoto un livello di 'possibile presenza di cemento amianto' secondo la risposta spettrale degli oggetti territoriali ed in una successiva elaborazione in ambiente GIS per la definizione puntuale degli edificati implicati.Dall'indagine è derivata una banca dati georeferenziata degli edifici (residenziali, industriali, agricoli e di servizi) con coperture potenzialmente contenenti amianto. A partire dal 2014 i dati derivanti dalla fase di telerilevamento sono stati messi a disposizione dei tecnici dei dipartimenti di Arpa per le successive fasi di verifica in campo, attraverso un'applicazione webgis. Nel mese di febbraio 2018 i dati tabellari pubblicati sono stati integrati delle informazioni sulla tipologia dell'edificio e della quantità stimata di amianto.Nel 2019 è stata avviata un¿attività sperimentale finalizzata allo studio e messa a punto di nuove tecniche di analisi di immagine basate su deep learning con reti neurali per il riconoscimento e la classificazione delle coperture in cemento amianto. La sperimentazione è stata condotta al fine di realizzare la mappatura a scala regionale, estendendo lo studio a tutti i territori non inclusi nella prima area di studio prioritaria (circa 15.000 kmq) e di monitorare nel tempo le trasformazioni delle coperture in amianto già oggetto di verifica con sopralluogo all¿interno dell¿area prioritaria.Per l¿addestramento del modello su base multitemporale sono state utilizzate tutte le ortoimmagini disponibili su scala regionale nel periodo di riferimento ed in particolare le riprese del volo regionale ICE del 2010, le riprese AGEA 2015, 2018 e le più recenti immagini disponibili sul territorio regionale del servizio Google Maps (date variabili 2018-2020, "Map data © 2018,2019,2020 Google").Per approfondire, si rimanda all'articolo pubblicato su Geomedia https://mediageo.it/ojs/index.php/GEOmedia/article/view/1832/1675). La mappatura è in costante aggiornamento da parte dei tecnici Arpa: i punti delle coperture (o porzioni di coperture) identificate tramite telerilevamento sono successivamente verificati in campo e classificati con "potenziale presenza di amianto" o come "bonificati", sulla base degli esiti del sopralluogo.La fase di verifica ed integrazione dei risultati attraverso fotointerpretazione tradizionale e, ove possibile, attraverso i rilievi in campo ha consentito di definire un geodatabase finale sufficientemente collaudato. A giugno 2024, per fornire il quadro regionale più esaustivo possibile sulle coperture potenzialmente contenenti amianto, il dataset si è arricchito dei punti individuati da telerilevamento e tecniche di analisi di immagine basate su deep learning con reti neurali, ma ancora da sottoporre a verifica in situ. Per questi punti, si fa presente che si riferiscono allo stato di fatto del 2018 (anche se alcune aree, già disponibili attraverso il sevizio di Google Map al momento dell'analisi, sono aggiornate al 2020) pertanto alcuni punti potrebbero oggi ricadere su casi successivamente bonificati. Si precisa che la mappatura speditiva dei punti da verificare ricopre l'ambito territoriale dei Comuni sino ad oggi non riguardati da verifiche e sopralluoghi. Inoltre si segnala che le informazioni relative alle coperture verificate si riferiscono alla data del sopralluogo condotto dai tecnici di Arpa Piemonte. Il geodatabase concorre anche alla costituzione del quadro nazionale della mappatura amianto cosiddetto "Info Amianto PA" coordinato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MITE), per il quale la Regione Piemonte con il supporto dell'Arpa effettuata una consegna annuale sullo stato della mappatura piemontese. Il presente geoservizio è aggiornato quotidianamente, man mano che le attività di verifica e sopralluogo procedono, mentre il dataset disponibile in download è aggiornato settimanalmente.

  • Interventi del PNRR sul territorio metropolitano torinese. Riguardano sfide come la transizione energetica, la mobilità sostenibile, l’efficienza energetica e la riqualificazione degli edifici, la tutela del territorio e della sempre più preziosa ricorsa idrica, il potenziamento del sistema scolastico, dagli asili nido all’Università, la coesione territoriale. La Città metropolitana di Torino è un attore fondamentale per l’attuazione del Piano nazionale ripresa e resilienza sul proprio territorio, oltre che nella sua funzione di regolatore di mercato soprattutto nell’attuazione di specifiche misure, a loro volta inquadrabili sia nella tipologia di progetto cosiddetto a titolarità cioè ad attuazione diretta, sia nella tipologia dei progetti a regia. - Il servizio WMS (Web Map Service) associato riproduce la mappa spazialmente georiferita con specifiche tecniche definite dall'OGC (Open Gis Consortium) e può essere visualizzata tramite strumenti software o visualizzatori web, utilizzando l'apposita url. - Il servizio WFS (Web Feature Service) collegato è un servizio standard Open Gis Consortium (OGC) che permette la richiesta e l'importazione da parte di un client delle entità geografiche attraverso il Web.

  • La banca dati località e nomi geografici si compone di oltre 140.000 toponimi inerenti le Regioni Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, Region PACA, Regione Rhone Alpes. (euro regione transfrontaliera Alpi - Mediterraneo).La banca dati nasce con l'obiettivo di creare un dataset di riferimento regionale e transfrontaliero sui toponimi o nomi dei luoghi geografici, a supporto delle attività di ricerca e geolocalizzazione, di referenziazione univoca di misure o attività di rilevamento in campo e più in generale quale strumento primario di conoscenza e descrizione del territorio nella sua forma fisica, storica e culturale.Il dataset è stato realizzato da Arpa Piemonte attraverso un articolato processo di raccolta, selezione, confronto, verifica e classificazione di numerose basi dati regionali, nazionali e internazionali a cui è seguito un processo (tutt'ora in corso) di integrazione e correzione puntuale dei dati sia per quanto concerne la georeferenziazione sa per la nomenclatura e classificazione dei nomi.I nomi geografici sono organizzati in un dataset di punti organizzati in due livelli di raggruppamento tematico (categorie e classi) . Il primo livello comprende le categorie: orografia, idrografia, località abitate, aree geografiche, servizi. Ogni nome geografico in banca dati riporta quindi: nome esteso, coordinate geografiche, nome originario (nome o sigla abbreviata riportato nelle carte o fonti originali), font informativa, categoria , classe, ambito amministrativo di appartenenza (stato, regione, provincia, comune), quota (calcolata o attribuita da fonti ufficiali), prominenza e ranking (indici di rilevanza/ importanza del toponimo all¿interno della propria classe/categoria, utilizzati dai servizi di ricerca (gazetteer service) e per scopi di rappresentazione cartografica).A partire dal dataset geografico sono stati esposti i servizi di mappa (REST, WMS) e servizi di ricerca geografica (Gazetteer service) utilizzati da diverse applicazioni tematiche del Geoportale Arpa.

  • Il dataset rappresenta i punti di scarico diretto (non allacciati alla rete della pubblica fognatura) che derivano da insediamenti produttivi. I dati presentati sono una parte di quelli gestiti nel Sistema Informativo delle Risorse Idriche SIRI della Regione Piemonte – Componente Scarichi da insediamenti produttivi. L'inserimento e l’aggiornamento dei dati è in carico delle Province piemontesi che ne sono altresì titolari, ciascuna per la parte del territorio di propria competenza. La frequenza di aggiornamento è variabile nelle diverse Province. Per ciascun punto di scarico sono rese disponibili le seguenti informazioni: codice regionale - C_SCARICO; informazioni relative alla localizzazione, in particolare Provincia, Comune e Area Idrografica (unità sistemica di riferimento del Piano di tutela delle Acque della Regione Piemonte) -PROVINCIA, COMUNE, AREA_IDRO; tipologia di recapito dello scarico (corpo idrico superficiale, suolo o strati superficiali del sottosuolo, sottosuolo o corpo idrico sotterraneo) – RECAPITO; denominazione del recettore nel caso si tratti di uno scarico in corpo idrico superficiale con denominazione nota - C_IDR_REC; tipo di refluo che genera lo scarico (domestico, assimilabile al domestico, industriale, congiunto) - T_SCARICO; denominazione dell’insediamento produttivo che genera lo scarico - RAG_SOC; data di scadenza dell’autorizzazione - D_SCAD_AUT; volume annuo espresso in metri cubi - V_MC_ANNO; coordinate del punto di immissione nel recettore espresse nel sistema di riferimento UTM WGS84 - UTM_X, UTM_Y

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    La Banca Dati della Qualità dell'Aria contiene: - tutti i dati rilevati per i singoli inquinati dalle stazioni delle Reti pubbliche e private (gestite da ARPA o dai privati stessi) presenti sul territorio, facenti parte del Sistema Regionale di Rilevamento della Qualità dell'Aria (SRRQA); - le stime su base comunale della Qualità dell'Aria risultanti dalle elaborazioni modellistiche effettuate da Arpa Piemonte, tenendo conto dei dati rilevati dalla rete di monitoraggio; - informazioni relative ai superamenti delle soglie d'allarme e d'informazione attraverso i bollettini della qualità dell'aria (ozono); - i valori degli IQA provinciali (Indice Qualità dell'Aria) e dell'IPQA (Indice Previsionale della Qualità dell'Aria) della Provincia di Torino, elaborati da ARPA Piemonte. Nella banca dati sono presenti inoltre le informazioni di anagrafica relative alle stazioni di rilevamento, agli strumenti di misura ed al tipo di sensori di cui sono dotate. La banca dati rappresenta la base di conoscenza della situazione ambientale relativa alla qualità dell'aria e costituisce elemento fondamentale per la pianificazione di misure ed azioni da mettere in campo sul territorio regionale, al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana e per l'ambiente nel suo complesso (Direttiva 2008/50/CE, D.Lgs 155/2010). Il Sistema Regionale di Rilevamento della Qualità dell’Aria assicura il rilevamento della qualità dell’aria sul territorio regionale, portando a sistema i dati rilevati attraverso le stazioni di misura delle rete (gestione ARPA), realizzate e distribuite sul territorio tenendo conto della normativa vigente.

  • Rete del Patrimonio escursionistico (RPE): percorsi. La Regione Piemonte, con la Legge Regionale 12/2010 e il relativo regolamento del 2012, ha istituito la Rete Regionale dei Percorsi Escursionistici (RPE), un fondamentale strumento di pianificazione territoriale sviluppato in collaborazione con Province ed enti locali. La creazione e gestione della rete si basano su un ampio lavoro di coordinamento, con il contributo del Club Alpino Italiano (CAI), e il coordinamento e la validazione dell’istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente (IPLA). Il sistema informativo RPE (Rete del Patrimonio Escursionistico del Piemonte) è stato sviluppato per centralizzare e semplificare le richieste di accatastamento dei percorsi e la registrazione degli itinerari da parte dei vari enti richiedenti. Attraverso il sistema, è possibile mantenere aggiornate le informazioni sulla rete escursionistica, facilitando la gestione e l’aggiornamento continuo del patrimonio di percorsi e itinerari disponibili. L'accesso al sistema è unicamente dedicato agli enti e ai tecnici abilitati o delegati.