Creation year

2026

82 record(s)
 
Type of resources
Available actions
Topics
INSPIRE themes
Provided by
Years
Formats
Representation types
Update frequencies
Scale
pubblica Amministrazione
psrThemes
From 1 - 10 / 82
  • Gli ambienti acquatici della Città metropolitana di Torino ospitano un gran numero di specie ittiche autoctone con numerosi endemismi, cioè presenti solo in una ristretta area geografica. Questa ricchezza di biodiversità è purtroppo seriamente minacciata dall’alterazione della morfologia fluviale (dovuta soprattutto ai frequenti interventi in alveo o ai numerosi sbarramenti), dalla riduzione delle portate idriche per finalità agricole o idroelettriche, dall'eccessiva presenza di uccelli ittiofagi, dalla competizione con altre specie ittiche alloctone invasive e dai cambiamenti climatici. Gli sbarramenti sono appunto una delle principali cause di questa rarefazione, poiché la loro presenza impedisce ai pesci di spostarsi agevolmente da un ambiente ad un altro per la ricerca di cibo o per la ricerca di aree idonee alla riproduzione. Ad esempio, negli ultimi anni, la Città metropolitana di Torino ha eseguito numerose indagini sullo stato di salute delle popolazioni di salmonidi, spesso avvalendosi anche della biologia molecolare ovvero dell'analisi del DNA, facendo emergere che le popolazioni di trota marmorata e di trota fario mediterranea, nei tratti di corsi d’acqua in cui vi è meno pendenza o dove non sono presenti barriere che possano ostacolarne le migrazioni, possiedono un minor grado di ibridazione con gli esemplari appartenenti alla specie trota fario atlantica alloctona. Questo significa che, laddove possibile, questi animali tentano di riprodursi con esemplari della medesima specie. Alcune opere costruite dall'uomo, come briglie a valle dei ponti o traverse per captazioni irrigue o idroelettriche, creano forti dislivelli tra i tratti a monte e a valle, interferendo negativamente con gli spostamenti di questi animali. Proprio per mitigare questo impatto spesso vengono costruite opere, indicate con il termine di “passaggi per pesci”, che, tramite la realizzazione di vasche disposte a circa 20 cm di dislivello l'una dall'altra, permettono ai pesci di spostarsi agevolmente da un punto ad un altro del corso d'acqua. Scopo del progetto Tra i vari obiettivi del progetto Interreg ALCOTRA GE.CO vi è quello di mitigare gli impatti indotti dall'uomo nei confronti della salamandra di lanza e della trota fario mediterranea. In particolare per quanto riguarda la trota si è condotto un censimento ed una valutazione dell'impatto degli sbarramenti presenti nei tratti di corsi d’acqua in cui si conosce la presenza di popolazioni di trota fario mediterranea, al fine di programmare futuri interventi mirati alla loro mitigazione mediante realizzazione di passaggi per pesci o attraverso la loro rimozione, qualora realizzabile. Materiali e metodi Il censimento è avvenuto su tre dei corsi d’acqua in cui si conosce la presenza della trota fario mediterranea nel territorio della Città metropolitana di Torino: • Torrente Ghicciard (dalle origini alla confluenza con il torrente Comba Tournau); • Torrente Chisone (dalle origini alla confluenza con il torrente Germanasca); • Fiume Dora Riparia (dalle origini alla confluenza con il torrente Cenischia). Sull’alto tratto del torrente Vercellina (bacino Stura di Valgrande) il censimento non è avvenuto in quanto la reale autoctonia della trota fario mediterranea è in corso di studio, sempre con risorse del progetto GECO. L'eventuale attività di riqualificazione sarà successiva alla provata autoctonia della specie nel torrente questione. Nel bacino del torrente Germanasca, invece, il censimento non è avvenuto poiché è noto che la presenza della trota fario mediterranea è riconducibile a introduzioni effettuate in passato per mano dell'uomo. Il conteggio e la valutazione delle opere è proceduto da monte verso valle, dividendo gli sbarramenti in 3 tipologie: • B/S = briglia/soglia; • ODCS = opera di derivazione con passaggio per pesci; • ODSS = opera di derivazione senza passaggio per pesci. Per ogni ostacolo è stato dato un valore da 0 a 10 in base al dislivello e alla presenza o meno di trote fario mediterranee: • 0: nessun intervento necessario (briglia presente ma assenza di dislivello e presenza popolazione di trota fario mediterranea). • 1: necessario ridotti spostamenti di massi già presenti in loco (presenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello < 0,20 m). • 2: necessario trasporto di pochi massi in loco (presenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello < 0,20 m). • 3: necessario trasporto di pochi massi in loco (presenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello compreso tra 0,20-1 m) • 4: necessario trasporto di molti massi in loco (presenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello compreso tra 0,20-1 m) • 5: necessario trasporto di molti massi in loco (presenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello compreso tra 1-2 m) • 6: necessario trasporto di massi in loco (assenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello compreso tra 1-2 m) • 7: necessario trasporto di massi in loco (presenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello compreso tra 2-3 m) • 8: necessario trasporto di massi in loco (assenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello compreso tra 2-3 m) • 9: costi di intervento molto elevati (presenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello > 3 m) • 10: costi di intervento molto elevati (assenza popolazione di trota fario mediterranea - dislivello > 3 m) Oltre al valore relativo al dislivello e alla presenza/assenza della trota mediterranea, viene espresso un valore relativo all'impatto che questo dislivello esercita sulla popolazione salmonicola prevedendone tre diversi gradi: A = scarso B = medio C = elevato Sulla base del valore relativo all’ostacolo individuato viene fornito un ulteriore indice di priorità, così da indirizzare maggiormente le risorse economiche future: OSTACOLI = PRIORITÀ 0 = 0 1 = 9 2 = 8 3 = 7 4 = 6 5 = 5 6 = 2 7 = 4 8 = 1 9 = 3 10 = 0 L'indice di priorità va letto come massima priorità l'ostacolo 1, in quanto con spese più ridotte è possibile raggiungere risultati maggiori. In pochi casi si è considerata l'ipotesi di rimozione dell'opera, quasi sempre si è considerato la realizzazione di rampe in pietrame. Per il tratto del torrente Chisone scorrente in Val Troncea il censimento non è avvenuto in quanto il sito è già interessato da un progetto di riqualificazione fluviale che prevede la demolizione delle briglie presenti e la realizzazione di particolari rampe in pietrame al fine di garantire la continuità fluviale. Risultati Il censimento degli sbarramenti associato alla presenza/assenza di trote fario mediterranee è stato visualizzato sulla carta del territorio metropolitano visibile nel presente progetto. Al censimento degli sbarramenti sono stati aggiunti i risultati di qualità ambientale forniti gentilmente da ARPA Piemonte e i risultati dei monitoraggi ittici condotti dall’Unità scrivente per meglio individuare le priorità.

  • Geoservizio per le Agenzie formative che erogano corsi per l'accesso, o l'aggiornamento, per la somministrazione di alimenti e bevande. Le mappe possono essere visualizzate tramite vari software (es. QGis)

  • Categories  

    Servizio di visualizzazione dei dati dei vitigni su mosaicatura catastale di riferimento regionale

  • Categories  

    Servizio di visualizzazione della destinazione produttiva delle viti, relativamente a unità vitate con coltivazione di uva per la produzione potenziale di vino a denominazione di origine.

  • Il Danno potenziale funzionale si riferisce alla presenza di elementi del territorio vulnerabili al passaggio di un incendio e/o di interesse socio-culturale e al loro relativo grado di conflitto con il passaggio del fuoco. Il danno funzionale deriva dalla combinazione della capacità di resistenza e resilienza degli ecosistemi (Vulnerabilità ecologica) e della presenza di risorse vulnerabili (Esposizione funzionale). Il Danno potenziale funzionale è calcolato tramite una matrice di combinazione delle componenti di Vulnerabilità ecologica e di Esposizione funzionale, ed è espresso in cinque classi, da 1 a 5 (Molto basso, Basso, Medio, Alto, Molto alto)

  • La Pericolosità esprime la probabilità che si verifichi un incendio con un’intensità tale da causare un impatto sulle zone di interfaccia, sulle funzioni e sui servizi ecosistemici degli ambienti caratterizzati da presenza di vegetazione (praterie, cespuglieti e foreste). Viene determinata tramite la combinazione della Probabilità di incendio e dell’Intensità potenziale raggiungibile dal fronte di fiamma tramite un’apposita matrice di combinazione

  • Il Rischio di interfaccia si riferisce alla minaccia che un incendio boschivo rappresenta per le persone, le attività e infrastrutture antropiche. Questo tipo di rischio considera le potenziali conseguenze negative per la sicurezza pubblica e le operazioni di soccorso.

  • Il rischio funzionale si riferisce agli impatti negativi che il fuoco può avere sugli elementi vulnerabili del territorio, sia culturali che ecologici, e sul loro funzionamento (es. erogazione dei servizi ecosistemici).

  • Categories  

    Servizio di visualizzazione dei dati delle particelle biologiche su mosaicatura catastale di riferimento regionale

  • Categories  

    PFIT (Piani Forestali di Indirizzo Territoriale) L’attività di evoluzione e aggiornamento dello strato informativo proseguirà nei prossimi anni con i dati rilevati nell’ambito di redazione dei PFIT (Piani Forestali d’Indirizzo Territoriale) per ciascuna Area Forestale individuata sul territorio regionale. L'attività di predisposizione del dato è stata finanziata all'interno del PIANO DI SVILUPPO RURALE 2014-22 OPERAZIONE 4.3.4 Infrastrutture per l'accesso e la gestione delle risorse forestali e pastorali AZIONE 2 Infrastrutture informatiche.