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Dati geografici relativi alle trasformazioni del bosco autorizzati ai sensi dell'art.19 della L.r. 4/09.
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Il dato espone le informazioni geografiche relative agli eventi inseriti sul registro degli eventi ed interventi dei Piani Forestali Aziendali (PFA) e dei Piani di Gestione Forestale (PGF) approvati. Sono raccolte informazioni a su diverse tipologie di geometrie (punti, linee, poligoni).
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Sono resi disponibili i dati della banca dati dell'inventario forestale regionale (Piani Forestale Territoriali 2000), dei rilievi effettuati nell'ambito dei Piani Forestali Aziendali (PFA) e Piani di Gestione Forestale (PGF) e di altri rilievi in campo. Viene reso disponibile un servizio WFS (vers 2.0) di tipo Complex Feature. Per utilizzare questo tipo di servizio si consiglia di utilizzare - ad esempio - il plugin QGIS 'WFS 2.0 Client'.
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Identificazione della vegetazione con riferimento agli ecosistemi boschivi (valore di naturalità) nell'area oggetto del Piano Paesaggistico di Pinerolo.
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DATO STORICO DEL 2008. Il servizio illustra il grado di biodiversità potenziale del territorio e individua i principali elementi della rete ecologica, in funzione del numero di specie di Mammiferi che il territorio è potenzialmente in grado di ospitare, sulla base di 23 specie considerate, selezionate fra le più rappresentative sul territorio piemontese. Vengono individuate aree a maggior o minor pregio naturalistico, aree non idonee per caratteristiche intrinseche (copertura del suolo, quota o pendenza) ed aree degradate per la presenza di intense attività antropiche. Si segnala che recentemente è stata adottata una nuova metodologia i cui risultati sono disponibili sul Geoportale Piemonte, a cui si rimanda.
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DATO STORICO DEL 2008. Il servizio illustra il grado di biodiversità potenziale del territorio e individua i principali elementi della rete ecologica riferita al 2008, in funzione del numero di specie di Mammiferi che il territorio era potenzialmente in grado di ospitare, sulla base di 23 specie considerate, selezionate fra le più rappresentative sul territorio piemontese. Vengono individuate aree a maggior o minor pregio naturalistico, aree non idonee per caratteristiche intrinseche (copertura del suolo, quota o pendenza) ed aree degradate per la presenza di intense attività antropiche. Il modello BIOMOD è stato realizzato secondo la Direttiva 92/43/EEC. Inoltre il servizio evidenzia il modello ecologico FRAGM che permette di conoscere il grado di connettività ecologica di un territorio, intesa come la sua capacità di ospitare specie animali, permetterne lo spostamento, e definirne così il grado di frammentazione. Si segnala che recentemente è stata adottata una nuova metodologia i cui risultati sono disponibili sul Geoportale Piemonte, a cui si rimanda.
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Dati geografici relativi alla Carta delle destinazioni funzionali prevalenti e carta delle compartimentazioni, realizzata da IPLA sulla base dei dati raccolti nel corso degli studi per i Piani Forestali Territoriali della Regione Piemonte (convenzionalmente aggiornati all'anno 2000). Rappresenta la carta forestale con attributi gestionali (priorità d'intervento, destinazione d'uso prevalente, assetto evolutivo)
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Dati geografici relativi alla Carta forestale e altre coperture del territorio, realizzata da IPLA sulla base dei dati raccolti nel corso degli studi per i Piani Forestali Territoriali della Regione Piemonte (convenzionalmente aggiornati all'anno 2000). I livelli geografici consultabili sono: carta forestale e altre coperture del territorio, carta forestale, altre coperture, superficie boscata, formazioni lineari.
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Il dataset rappresenta un primo quadro conoscitivo delle aree umide, ottenuto attraverso la raccolta di dati già esistenti, prodotti in ambiti differenti, con diverse finalità. E` stato realizzato a seguito della DGR n. 64-11892 del 28/7/09 "Censimento della rete di aree umide presenti in Piemonte" che individua la Direzione Agricoltura e la Direzione Ambiente di Regione Piemonte, con la collaborazione di Arpa Piemonte, quali strutture incaricate di coordinare e organizzare l`effettuazione di un censimento delle zone umide. La raccolta dei dati armonizza e struttura informazioni che ricoprono un periodo di tempo molto variabile, a partire dal 1991. La classificazione adottata nel presente lavoro ha la finalità di fornire un inquadramento generale che caratterizzi, a livello regionale, gli ambienti umidi per i quali è stato possibile reperire fonti informative utili. Tale classificazione prevede una macrosuddivisione tra due gruppi di zone umide tipicamente continentali: NATURALI E SEMINATURALI e ARTIFICIALI. Le categorie di zone umide sono rappresentate, per le zone umide naturali e seminaturali, da: SORGENTI, RISORGIVE E FONTANILI, ACQUE CORRENTI, ZONE PERIFLUVIALI(lanche, golene, ecc..), LAGHI, STAGNI E PALUDI, TORBIERE, ACQUITRINI E POZZE, BOSCHI UMIDI e, per quanto riguarda le zone umide artificiali, da: ACQUE CORRENTI ARTIFICIALI, RISAIE, INVASI ARTIFICIALI, LAGHI DI CAVA. Nel corso del 2024 è iniziata un'attività di aggiornamento e revisione dei dati presenti in BDZU che ha previsto: la raccolta e acquisizione delle nuove informazioni disponibili presso vari Enti (Enti parco, CMTO, Università, ecc. ) coinvolti a vario titolo in questo tema, la fotointerpretazione di immagini satellitari e foto aeree ed alcuni rilievi in campo. L'aggiornamento ad oggi ha coinvolto la categoria "risorgive e fontanili" e "torbiere". Risorgive e fontanili: I dati aggiornati al 2024, sono prevalentemente il risultato della revisione mediante fotointerpretazione di quanto precedentemente pubblicato sul territorio regionale, ad eccezione di alcune aree in cui, grazie al contributo di diversi progetti sito specifici, sono stati raccolti elementi di maggior dettaglio che, a valle della validazione, sono confluiti nella BDZU. Tra questi i risultati del progetto WETNET - Coordinated management and networking of Mediterranean wetlands per il basso vercellese e l'attività relativa all'individuazione degli elementi delle Rete Ecologica Regionale. I dati sono inoltre stati implementati con i contributi forniti da Citta Metropolitana di Torino e dall'Associazione d'Irrigazione Ovest Sesia (AIOS) per i territori di competenza. Torbiere: I dati aggiornati al 2025, derivano prevalentemente dal contributo degli Enti di Gestione delle Aree Protette citati nella fonte del dato. Nei casi in cui le informazioni lo consentivano, i poligoni sono stati classificati secondo la codifica Natura 2000 relativa agli habitat di torbiera. A questo contributo si aggiunge la collaborazione dell'Università di Torino, Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, che, grazie ad attività di Citizen Science e alla condivisione di dati raccolti nell'ambito di tesi di laurea magistrale e di dottorato, ha fornito nuove segnalazioni non ancora presenti in banca dati. Informazioni aggiuntive sono inoltre pervenute da esperti e professionisti del settore. Tutti gli elementi forniti sono stati validati mediante fotointerpretazione di immagini satellitari e fotografie aeree e successivamente integrati nella BDZU.
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Il dato rappresenta gli elementi della rete ecologica del territorio provinciale e le informazioni propedeutiche alla loro individuazione, quali: 1 - la carta degli habitat, realizzata adottando il sistema di classificazione EUNIS, sviluppato dall'Agenzia Europea per l'Ambiente. Tale classificazione ha lo scopo di generare un riferimento comune delle tipologie di habitat per tutti i paesi dell' Unione Europea. In funzione del dettaglio che le basi dati disponibili hanno consentito di raggiungere, sono stati selezionati 86 ambienti che costituiscono la “legenda di riferimento” del territorio regionale al di sotto deI 1400 m di quota; 2 - le Aree di Valore Ecologico desunte dalla carta degli habitat a seguito dell’elaborazione di indici faunistici e vegetazionali che hanno individuato le aree importanti per fauna (mammiferi, avifauna, invertebrati inclusi negli allegati II e IV della Direttiva “Habitat” e I della Direttiva “Uccelli”) e vegetazione, selezionando gli ambienti che soddisfano uno dei due criteri seguenti: a) essere importanti per la vegetazione e per almeno uno dei tre gruppi faunistici; b) essere importanti per tutti e tre i gruppi faunistici; 3 - le Aree di Valore Ecologico Esogene che integrano le precedenti e sono costituite da ambienti naturali o seminaturali che non soddisfano le condizioni illustrate al punto 2) ma risultano inclusi all’interno dei siti della RN2000; 4 - la carta della connettività ecologica, questa definisce il livello di interconnessione tra le diverse aree naturali “sorgente” presenti. Le informazioni utili alla costruzione della carta vengono dedotte tramite l'applicazione di algoritmi di "cost distance" e l'analisi di parametri legati alla morfologia delle aree studiate. 5 - la carta dell'uso del suolo, al di sopra del limite dei 1400 metri di quota si è deciso di semplificare la “legenda degli habitat di riferimento” in una legenda più speditiva considerando che le basi cartografiche disponibili sono carenti in area montana/alpina e che al di sopra del suddetto limite ci sono meno problematiche in termini di connettività ecologica e frammentazione territoriale. La legenda è caratterizzata da habitat ricadenti nel primo livello Eunis. Come previsto dalla metodologia approvata con D.G.R. n. 52-1979 del 31/07/2015, devono essere incluse tra le AVE anche eventuali aree inserite all’interno della BD Zone Umide del Piemonte (D.G.R. n. 64-11892 del 28/07/2009), eventualmente non individuabili secondo la procedura di cui ai punti 2) e 3) che soddisfano le seguenti condizioni: a) essere occupate da torbiere; b) essere occupate da stagni, lanche e canneti e ricadenti all’interno dei siti della RN2000 o delle IPA (Important Plant Areas).
Geoportale Piemonte